Il 1° novembre il prezzo medio della benzina self sulla rete stradale italiana era di 2,010 euro al litro, quello del gasolio di 2,241, secondo le rilevazioni del ministero delle Imprese. Da questo mese il tetto ai prezzi resta solo nei distributori Eni e Q8, prorogato fino al 31 dicembre, mentre IP e Tamoil non hanno rinnovato le loro iniziative. Il risparmio, però, è di pochi centesimi, e sul gasolio il tetto di Eni è più alto del prezzo medio.
Prezzo benzina oggi: quanto costa un litro
I dati dell’Osservatorio prezzi del ministero al 1° novembre indicano, per il self service:
- benzina: 2,010 euro al litro sulla rete stradale, 2,036 in autostrada;
- gasolio: 2,241 euro al litro sulla rete stradale, 2,287 in autostrada.
Gli impianti che vendono la benzina sotto i 2 euro sono 16.336, l’82% del totale. Quelli con il gasolio sotto i 2,20 euro sono 8.432, il 42%.
Tetto ai prezzi Eni: come funziona e fino a quando
Eni ha prorogato fino al 31 dicembre il prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,25 per il gasolio. I singoli distributori possono comunque applicare prezzi più bassi. La compagnia, controllata dal ministero dell’Economia, aveva introdotto il tetto dopo che il governo aveva deciso di non rinnovare da inizio ottobre il taglio delle accise. Il direttore finanziario Francesco Gattei ha stimato l’impatto in «alcune centinaia di milioni» in un trimestre: «Crediamo che le aziende abbiano una responsabilità sociale».
Un esempio aiuta a capire quanto vale. Con un pieno da 50 litri di benzina al tetto Eni si spendono al massimo 99,50 euro, circa un euro in meno rispetto al prezzo medio self del 1° novembre. Per il gasolio il tetto di 2,25 euro supera il prezzo medio stradale di 2,241: il vantaggio dipende quindi dai prezzi del singolo impianto.
Q8: tetto prorogato ma senza un prezzo unico
Anche Q8 ha prolungato fino a fine anno il suo price cap, partito il 1° ottobre e inizialmente previsto per 30 giorni. La compagnia non indica un prezzo massimo uguale per tutta la rete: parla di un «approccio modulare, che tenga conto dei diversi modelli operativi», con modalità da definire in base all’evoluzione del mercato e alle condizioni di approvvigionamento. Per Q8 la misura è «un contributo concreto in risposta alle esigenze rappresentate dal governo». Il prezzo effettivo va quindi controllato al distributore.
Quali compagnie hanno tolto gli sconti dal 1° novembre
IP e Tamoil non hanno rinnovato le iniziative straordinarie, arrivate a scadenza il 31 ottobre. Nei loro impianti i listini tornano alla normale modulazione, anche se a livello locale restano possibili prezzi competitivi.
Tamoil aveva aderito il 1° ottobre, annunciando misure valide fino al 31 ottobre. In quei giorni, secondo il Codacons, che citava i dati del ministero, le stazioni con prezzi calmierati erano circa 11.500 su oltre 21.000. Le reti Eni e Q8, che proseguono, contano rispettivamente circa 3.900 e 2.700 impianti.
Accise carburanti: perché i prezzi sono saliti
Sui prezzi del gasolio pesa ancora la fine, il 6 ottobre, della riduzione temporanea delle accise, pari a 6,1 centesimi al litro Iva inclusa. Per questo il diesel resta il carburante più penalizzato.
I prezzi praticati da ogni distributore si possono confrontare sul portale Osservaprezzi carburanti del ministero delle Imprese.



Commenta con Facebook