Una rete per attrarre investimenti e una per l’alta formazione di funzionari pubblici e manager. Sono queste le due proposte principali al centro di “Mediterraneo 2030”, il convegno organizzato da Federmanager Sicilia Occidentale che si è svolto il 30 ottobre a Palazzo dei Normanni, nella sala Piersanti Mattarella. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di rafforzare il ruolo della Sicilia nei rapporti tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente, creando nuove opportunità di sviluppo e cooperazione.
Sei le sessioni di lavoro, con 27 relatori tra rappresentanti delle istituzioni, analisti, economisti, università e imprese. Al centro del confronto i finanziamenti, i collegamenti energetici e commerciali, la sostenibilità e la formazione. Temi diversi, legati dalla necessità di dare continuità ai rapporti tra le sponde del Mediterraneo e tradurli in iniziative comuni.
“Mediterraneo 2030 vuole contribuire a uno sviluppo inclusivo e integrato, fondato su investimenti e sostenibilità, valorizzando strumenti esistenti e pratiche replicabili e scalabili – ha spiegato Luca Ebreo, organizzatore del convegno –. Il Manifesto 2030 propone di trasformare il confronto di Palermo in un percorso stabile attraverso il Mediterranean Development Forum e la Mediterranean Academy”.
Il Mediterranean Development Forum è pensato come una rete stabile tra agenzie di sviluppo e di promozione degli investimenti, autorità economiche e realtà territoriali dei Paesi mediterranei. Nel corso della sessione, l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino ha richiamato le opportunità della Super-ZES e la task force regionale appena costituita per l’attrazione degli investimenti. Le delegazioni dell’agenzia egiziana GAFI e di quella tunisina FIPA hanno presentato le proprie esperienze e le possibilità di collaborazione per la costruzione di filiere produttive mediterranee.
Un’altra proposta è la costituzione della Mediterranean Academy, una rete di università e centri di alta formazione rivolta a funzionari pubblici, dirigenti e manager. Geopolitica mediterranea, internazionalizzazione, green e blue economy e sviluppo locale gli ambiti su cui costruire percorsi comuni.
Il rettore dell’Università degli Studi di Palermo Massimo Midiri ha sottolineato il ruolo dell’università siciliana nei rapporti con la sponda Sud del Mediterraneo. Fabio Fava ha posto l’accento sulla cooperazione tra Italia e Africa nell’alta formazione, nella ricerca e nell’innovazione. Per Marcello Scalisi, direttore di UNIMED, la collaborazione tra gli atenei mediterranei può costituire la base per programmi condivisi destinati a funzionari e manager.
Spazio anche alla Green & Blue Economy, con gli interventi di Leonardo Manzari, Adriana Salazar, Marco Frey e Giorgio Micale. Bioeconomia, economia circolare, gestione dell’acqua ed energia sono stati indicati come settori su cui sviluppare la cooperazione. Le altre sessioni hanno affrontato la geopolitica, la finanza dello sviluppo e le esperienze delle imprese attive tra la Sicilia, il Nord Africa e il Medio Oriente.
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