“La ristrutturazione dell’ospedale Ingrassia di Palermo non può trasformarsi in una emergenza nell’emergenza. Servono subito un cronoprogramma certo, una riorganizzazione chiara dei servizi e garanzie sulle risorse umane. Non possiamo consentire che il trasferimento o la riorganizzazione delle attività provochi il sovraccarico degli altri ospedali e finisca per compromettere la qualità e la continuità dell’assistenza”. Questo è l’allarme lanciato da Cisl Fp Palermo Trapani e Cisl Medici Palermo Trapani, che chiedono all’assessore regionale alla Salute, al direttore generale dell’Asp di Palermo e ai responsabili delle strutture interessate la convocazione urgente di un tavolo di confronto.
“La ristrutturazione del presidio – sottolineano il segretario generale aggiunto della Cisl Fp Palermo Trapani, Gaetano Mazzola e la segretaria generale Cisl Medici Palermo Trapani, Giorgia Vitello – è un intervento importante, ma proprio per questo deve essere accompagnata da una programmazione rigorosa. Non si può procedere senza sapere con certezza come saranno organizzati i servizi nei prossimi anni e dove saranno collocate attività e professionalità”. La Cisl chiede certezze sui tempi di realizzazione del nuovo presidio, considerando che il progetto prevede la consegna dei lavori entro tre anni dall’avvio dell’opera. E sottolinea la necessità che, per tutta la durata della ristrutturazione, attività e risorse dell’Ingrassia siano mantenute nella stessa area, evitando una frammentazione dell’offerta sanitaria. “Il rischio concreto – affermano Mazzola e Vitello – è quello di scaricare le conseguenze della riorganizzazione sugli altri presidi. Le aree di emergenza non possono essere ulteriormente appesantite e non possiamo mettere sotto pressione le reti tempo-dipendenti. I cittadini devono continuare ad avere risposte adeguate e tempestive”.
Per Cisl Fp e Cisl Medici è inoltre indispensabile partire dai numeri: “Prima di decidere come riorganizzare l’offerta bisogna analizzare criticamente i dati di attività dell’Ingrassia e rapportarli ai reali bisogni di salute della popolazione. Solo così si potranno assumere decisioni funzionali e sostenibili”. “Non accetteremo – aggiungono Mazzola e Ingrassia – che una fase delicata come questa disperda professionalità e competenze costruite negli anni. Il patrimonio professionale dell’Ingrassia deve essere valorizzato e messo nelle condizioni di continuare a garantire servizi ai cittadini. Per questo chiediamo un confronto immediato. È il momento di programmare, non di inseguire le emergenze. L’obiettivo deve essere uno solo: garantire ai cittadini le prestazioni sanitarie indispensabili e, contemporaneamente, tutelare i lavoratori e le professionalità che assicurano ogni giorno il funzionamento del sistema”.
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