Jesús de Miguel Alameda, attaccante del Tenerife, è morto martedì 3 novembre alle 8, a 30 anni. Lunedì sera, nella partita contro l’Andorra valida per la Segunda División, la serie B spagnola, si era scontrato violentemente con il portiere avversario Jesús Owono. Ricoverato in terapia intensiva all’ospedale universitario Nuestra Señora de Candelaria, nella notte le sue condizioni si erano aggravate «dal punto di vista neurologico», aveva riferito il club.

Lo scontro e la partita sospesa

L’incidente è avvenuto nei minuti finali della sfida salvezza, allo stadio Heliodoro Rodríguez López. Owono, portiere equatoguineano, era uscito dall’area per anticipare De Miguel su un pallone. Nell’impatto l’attaccante madrileno ha perso i sensi e ha avuto un arresto cardiorespiratorio. È stato soccorso subito in campo e rianimato dai sanitari. La partita, ferma sul 2-2, è stata sospesa al 98° minuto per permettere i soccorsi e il trasferimento in ospedale.

Il comunicato del Tenerife

La notizia della morte è arrivata dal club sui social. «Spezzati dal dolore, con un nodo alla gola e senza poterci ancora credere, comunichiamo la tragica scomparsa», si legge nella nota del Tenerife, «non ci sono parole di conforto e non c’è assolutamente nulla che possa mitigare questa tristezza. Siamo vicini alla famiglia sconvolta, ai suoi cari e a tutto il mondo del Tenerife che oggi piange questa crudele disgrazia».

Nella stessa nota la famiglia ha preso la parola: «La famiglia di Jesús de Miguel esprime la propria gratitudine per ogni gesto di affetto ricevuto e chiede gentilmente il massimo rispetto per la propria privacy in questo momento difficile».

Prima della notizia della morte, l’FC Andorra, club di proprietà di Gerard Piqué, aveva espresso «pieno sostegno e i migliori auguri a Jesús de Miguel».

Owono e le scuse alla famiglia

Secondo l’emittente spagnola Radio Cope, prima dell’annuncio della morte Owono avrebbe voluto scusarsi in privato con la famiglia dell’attaccante, e «era profondamente colpito dalla situazione».

«C’è un’enorme preoccupazione ad Andorra. Ho sentito che alcuni giocatori hanno detto che è la cosa più difficile che abbiano mai vissuto su un campo da calcio. Potete immaginare, Jesús Owono… Andorra insiste sul fatto che non c’era alcuna cattiva intenzione, nessun desiderio di fare del male. Non è piacevole per lui sentire lo stadio Heliodoro che grida ‘assassino, assassino!’. Ha chiuso il suo account Instagram», ha riferito l’emittente.