Domiciliari da revocare. Questa la richiesta avanzata oggi al Tribunale del Riesame di Catania dalla difesa di Concetta Carbone, ex assessora e vicepresidente del Consiglio comunale di Siracusa, nell’ambito dell’inchiesta Nexus. Il suo legale, Sofia Amoddio, ha depositato una memoria in cui rigetta l’impianto accusatorio. Udienza anche le difese di Salvatore Luca Strazzulla, finito in carcere, e Massimo Boscarino, ai domiciliari, che hanno chiesto anch’esse la revoca delle misure.

Memoria difensiva

Quella depositata dalla difesa è una memoria molto articolata.  Il punto centrale, riferisce il legale, è che non esisterebbe alcuna dazione di denaro a Carbone: né nell’ordinanza né in altri atti. La difesa contesta quindi il cuore dell’accusa nei confronti della sua assistita.

Le intercettazioni

Secondo l’avvocato Amoddio, anche le intercettazioni non andrebbero nella direzione sostenuta dall’accusa. In alcune conversazioni, ha spiegato, Salvatore Strazzulla, parlando con altre persone, direbbe che Carbone non avrebbe fatto nulla. Un passaggio che la difesa considera favorevole alla propria assistita.

I tempi

Il Tribunale si è ritirato in Camera di Consiglio ma la difesa si attende il pronunciamento già entro venerdì. I giudici potranno annullare la misura o confermarla.

Il contesto

L’inchiesta Nexus, condotta dalla Digos di Siracusa e coordinata dai procuratori europei delegati Amelia Luise e Calogero Ferrara dell’ufficio di Palermo della Procura europea (EPPO), riguarda un presunto sistema di corruzione negli appalti del Comune di Siracusa. Il 14 ottobre 2026 ha portato a sette misure cautelari disposte dal gip Antonella Coniglio: carcere per Salvatore Strazzulla, appuntato capo dei carabinieri alla sezione di polizia giudiziaria della Procura di Catania, indicato come promotore del gruppo; domiciliari per Carbone e per l’imprenditore Massimo Boscarino; interdizione di dodici mesi per altri quattro operatori economici.

Gli appalti

Tra gli interventi esaminati ci sono l’ampliamento dell’ostello per lavoratori migranti di Cassibile, finanziato con circa 1,67 milioni di fondi europei. Le accuse, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione, anche elettorale.