Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2026

La Protezione civile della Regione Siciliana divide l’isola in 9 zone di allerta, indicate con le lettere dalla A alla I. Non coincidono con le province: seguono i versanti e i bacini dei fiumi e lo stesso capoluogo può stare in due zone. Lo spiega la Guida alla lettura dell’avviso regionale del Dipartimento regionale di protezione civile.

Quali sono le zone di allerta meteo in Sicilia?

Le zone sono porzioni di territorio in cui, secondo la Guida, «è lecito attendersi che le manifestazioni climatiche e i relativi effetti al suolo siano assimilabili». Ecco le nove zone, con i nomi ufficiali e i principali comuni. L’attribuzione dei comuni viene dall’elenco allegato alla circolare 1/16 del Centro funzionale. L’elenco risale al dicembre 2016.

  • Zona A, Nord-orientale (versante tirrenico) e isole Eolie: Milazzo, Barcellona Pozzo di Gotto, Capo d’Orlando, Lipari. Comprende solo comuni della provincia di Messina.
  • Zona B, Centro-settentrionale (versante tirrenico): Cefalù, Termini Imerese, Bagheria, Sant’Agata di Militello. Comuni delle province di Palermo e Messina.
  • Zona C, Nord-occidentale e isole Egadi e Ustica: Palermo, Trapani, Carini, Partinico, Alcamo, Erice, Favignana, Ustica.
  • Zona D, Sud-occidentale e isola di Pantelleria: Sciacca, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Pantelleria. Comuni delle province di Agrigento, Trapani e Palermo.
  • Zona E, Centro-meridionale e isole Pelagie: Agrigento, Caltanissetta, Enna, Gela, Licata, Canicattì, Favara, Lampedusa e Linosa.
  • Zona F, Sud-orientale (versante Stretto di Sicilia): Ragusa, Vittoria, Comiso, Scicli, Modica.
  • Zona G, Sud-orientale (versante ionico): Siracusa, Augusta, Noto, Avola, Pachino.
  • Zona H, Bacino del fiume Simeto: Paternò, Adrano, Bronte, Agira.
  • Zona I, Nord-orientale (versante ionico): Catania, Messina, Acireale, Taormina.

Perché le zone non coincidono con le province?

Le zone sono costruite su versanti e bacini, come dicono i loro stessi nomi (versante tirrenico, versante ionico, bacino del Simeto), non sui confini amministrativi. Secondo l’elenco, tutte e nove le province hanno comuni in almeno due zone. Quella di Palermo, secondo l’elenco della circolare, ha comuni in cinque zone diverse (B, C, D, E e H). Quella di Messina in quattro (A, B, H e I).

Anche molti comuni sono a cavallo di due o tre zone. Nell’elenco ne compaiono almeno 51. In questi casi l’asterisco indica la zona in cui ricade il centro abitato principale:

  • Catania: zone H e I, centro abitato in zona I;
  • Messina: zone A e I, centro abitato in zona I;
  • Enna: zone E e H, centro abitato in zona E;
  • Gela: zone E e F, centro abitato in zona E;
  • Modica: zone F e G, centro abitato in zona F;
  • Bagheria: zone B e C, centro abitato in zona B;
  • Caltagirone: zone E, F e H, centro abitato nelle zone F e H.

C’è anche un secondo limite. La circolare precisa che i confini delle zone «non rappresentano un confine invalicabile nei confronti delle perturbazioni». Un temporale previsto in zona A, insomma, può interessare anche la zona B.

Cosa significano allerta verde, gialla, arancione e rossa?

Ogni colore corrisponde a un livello di criticità e a una fase operativa minima. La corrispondenza è indicata nella Guida:

  • verde: criticità assente, fase di generica vigilanza;
  • gialla: criticità ordinaria, fase di attenzione;
  • arancione: criticità moderata, fase di attenzione o di preallarme;
  • rossa: criticità elevata, fase di preallarme o di allarme.

La corrispondenza «non è biunivoca», avverte la Guida. A parità di colore, la fase operativa può salire di un livello in base alle criticità riconosciute nei piani locali di protezione civile.

Anche l’allerta gialla non va presa alla leggera. Secondo la tabella degli scenari, con il codice giallo sono possibili frane superficiali, allagamenti di locali interrati e piani terra e interruzioni temporanee della viabilità. Tra gli effetti la tabella elenca anche questa voce: «Occasionale ferimento di persone e perdite incidentali di vite umane».

Per i temporali c’è una regola diversa?

Sì. La circolare 1/16 distingue i temporali in base alla probabilità prevista:

  • rovesci o temporali isolati con probabilità bassa (10-30%): allerta minima verde;
  • temporali isolati con probabilità medio-alta (oltre il 30%): allerta minima gialla;
  • temporali sparsi con probabilità medio-alta (oltre il 30%): allerta minima gialla.

Per i temporali isolati la circolare ammette che l’attendibilità della previsione è bassa. Nella maggior parte delle zone indicate, piogge e temporali potrebbero anche non arrivare.

Quanto dura un avviso di allerta meteo?

Di norma l’avviso copre la giornata in cui viene emesso, dal pomeriggio (di regola dalle 16) fino alla mezzanotte del giorno successivo. Lo indica la Guida, che però chiarisce che gli orari sono un riferimento indicativo. Se cambia qualcosa, viene emesso un nuovo avviso.

Un esempio è l’avviso n. 26308, valido dalle 16 di oggi a tutto giovedì 5 novembre. Oggi l’allerta gialla riguarda le zone A e I. Domani si estende alle zone A, C, D, H e I. In pratica coinvolge, tra gli altri, i centri abitati di Messina, Catania, Palermo, Trapani e Sciacca.

Dove si legge l’avviso di oggi?

Gli avvisi sono pubblicati sul sito del Dipartimento regionale di protezione civile. Ogni avviso ha tre pagine. La prima contiene il numero, la validità, le mappe a colori per zona e una tabella riassuntiva. La seconda riporta le eventuali manovre sulle dighe, il quadro meteo e le disposizioni per gli enti. La terza contiene le avvertenze.

Le fasi operative indicate nell’avviso, precisa la Guida, valgono per il solo Dipartimento regionale. Le autorità locali possono adottare fasi superiori, se conoscono condizioni di vulnerabilità del territorio. La circolare 1/16 aggiunge che ogni Comune è tenuto a informarsi ogni giorno, anche nei fine settimana e nei festivi, e ad attivare le misure del proprio piano di emergenza.

Domande frequenti

Quante sono le zone di allerta meteo in Sicilia?

Le zone di allerta in Sicilia sono nove, indicate con le lettere dalla A alla I. Le ha definite il Dipartimento regionale di protezione civile, che le descrive come aree in cui gli effetti delle piogge sono simili. Seguono versanti e bacini fluviali e non coincidono con i confini delle province.

In quale zona di allerta si trova Palermo?

Palermo ricade nella zona C, Sicilia nord-occidentale e isole Egadi e Ustica, insieme a Trapani, Carini, Partinico e Alcamo. Altri comuni della provincia di Palermo, invece, si trovano nelle zone B, D, E e H. Per esempio Cefalù e Termini Imerese sono in zona B.

In quale zona di allerta si trovano Catania e Messina?

Catania e Messina hanno il centro abitato nella zona I, Sicilia nord-orientale versante ionico. Entrambe però sono divise tra due zone: Catania ha parte del territorio nella zona H, il bacino del Simeto, mentre Messina ha parte del territorio nella zona A, il versante tirrenico.

L’allerta gialla fa chiudere le scuole?

No, l’avviso regionale non dispone chiusure. Indica il livello di allerta e la fase operativa per il Dipartimento regionale di protezione civile. Le misure locali, compresa l’eventuale chiusura delle scuole, le decidono i sindaci in base ai piani comunali di protezione civile e alle condizioni del territorio.