Se un volo viene dirottato o cancellato per un allarme bomba, il passeggero ha comunque diritto all’assistenza e, in caso di cancellazione, al rimborso del biglietto o a un volo alternativo. La compensazione pecuniaria da 250 a 600 euro, invece, di norma non è dovuta. Lo spiega la Carta dei diritti del passeggero dell’Enac, che tra le «circostanze eccezionali» cita espressamente gli «allarmi per la sicurezza». Le regole sono quelle del Regolamento (CE) 261/2004.

Cosa succede quando c’è un allarme bomba su un aereo?

Gli allarmi del 5 novembre 2026 sui voli Dublino-Roma, Helsinki-Roma e Malpensa-Varsavia mostrano la sequenza tipica. Tutto parte da una segnalazione, in quel caso una mail anonima. L’aereo viene scortato da caccia militari e fatto atterrare nell’aeroporto più adatto, anche diverso da quello di destinazione. Poi i passeggeri vengono fatti scendere e gli artificieri bonificano l’aereo.

Il volo Aer Lingus Dublino-Roma, per esempio, è atterrato nella base aerea francese di Évreux-Fauville, scortato da un caccia Rafale. I 151 passeggeri e i sei membri dell’equipaggio sono stati evacuati prima dell’intervento degli artificieri. Il volo Finnair da Helsinki è atterrato regolarmente a Fiumicino, scortato dai jet dell’Aeronautica militare. Dopo la bonifica, l’allarme si è rivelato infondato. Wizz Air ha spiegato che il dirottamento del suo volo a Vienna è stato disposto «in conformità ai protocolli e alle procedure di sicurezza previste».

Se il volo viene cancellato per un allarme bomba, cosa mi spetta?

Secondo la Carta dell’Enac, in caso di cancellazione il passeggero ha diritto a:

  • rimborso o riprotezione: il rimborso del biglietto per la parte di viaggio non fatta, oppure un volo alternativo il prima possibile o in una data successiva più comoda, in condizioni comparabili;
  • assistenza: pasti e bevande in base all’attesa, albergo se servono uno o più pernottamenti, trasferimento tra aeroporto e albergo, due telefonate o messaggi;
  • compensazione pecuniaria, solo in alcuni casi: non è dovuta se la compagnia prova che la cancellazione dipende da circostanze eccezionali.

Anche quando la compensazione non spetta, l’assistenza va garantita. Lo conferma l’Ufficio federale dell’aviazione civile svizzero, che applica lo stesso regolamento.

Quanto vale la compensazione per un volo cancellato o in ritardo?

Gli importi dipendono dalla distanza, secondo la Carta dell’Enac:

  • 250 euro: voli fino a 1.500 chilometri;
  • 400 euro: voli dentro l’Unione europea oltre 1.500 chilometri e altri voli tra 1.500 e 3.500 chilometri;
  • 600 euro: voli oltre 3.500 chilometri.

Esempio: il Dublino-Roma è un volo dentro l’Ue di circa 1.900 chilometri (stima nostra, in linea d’aria). In un caso normale darebbe diritto a 400 euro. Con un allarme bomba, che rientra tra gli allarmi per la sicurezza, la compagnia può non pagarli.

E se il volo arriva in forte ritardo dopo il dirottamento?

Un dirottamento può tradursi in un ritardo o in una cancellazione: dipende da come la compagnia completa il viaggio. In caso di ritardo, l’Enac indica tre tutele:

  • assistenza dopo almeno 2, 3 o 4 ore di ritardo, a seconda della distanza;
  • rinuncia al volo con rimborso del biglietto, senza penali, se il ritardo è di almeno cinque ore;
  • compensazione se si arriva a destinazione con oltre tre ore di ritardo, come stabilito dalla Corte di giustizia europea nel novembre 2009. Il diritto viene meno se la compagnia dimostra che il ritardo è dovuto a circostanze eccezionali.

A chi si fa reclamo?

Il primo reclamo va presentato alla compagnia aerea. Se entro sei settimane non arriva una risposta adeguata, ci si può rivolgere all’Enac, l’organismo italiano che vigila sul Regolamento 261/2004, nella sede dell’aeroporto in cui è avvenuto il disservizio. Per i disservizi fuori dall’Italia ci si rivolge agli organismi degli altri Paesi Ue, della Norvegia, dell’Islanda e della Svizzera. L’Enac può sanzionare le compagnie inadempienti. Le conclusioni dei suoi accertamenti vengono comunicate al passeggero, che può usarle per eventuali azioni legali.

Cosa cambia con il nuovo regolamento europeo?

Le regole stanno per cambiare. Il 7 luglio 2026 il Parlamento europeo ha approvato il testo concordato con il Consiglio che modifica il Regolamento 261/2004. Secondo Travelnostop la riforma è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Ue il 2 ottobre 2026 come Regolamento (UE) 2026/2202 e si applicherà dal 23 ottobre 2027. Fino ad allora restano valide le regole attuali. Secondo le prime analisi, la soglia delle tre ore e gli importi da 250, 400 e 600 euro non cambiano.

Domande frequenti

Un allarme bomba dà diritto al risarcimento del volo?

Di norma no. La Carta dei diritti del passeggero dell’Enac indica gli allarmi per la sicurezza tra le circostanze eccezionali che esonerano la compagnia dalla compensazione da 250 a 600 euro. Restano però il diritto all’assistenza e, se il volo viene cancellato, al rimborso del biglietto o a un volo alternativo.

Chi paga albergo e pasti se il volo è bloccato da un allarme bomba?

La compagnia aerea. Anche in caso di circostanze eccezionali, il Regolamento europeo 261/2004 obbliga il vettore a offrire pasti e bevande in base all’attesa, l’albergo se servono pernottamenti, il trasferimento tra aeroporto e albergo e due telefonate o messaggi ai passeggeri coinvolti.

Quanto tempo ha la compagnia per rispondere a un reclamo?

Secondo l’Enac, se la compagnia non dà una risposta adeguata entro sei settimane, il passeggero può presentare reclamo all’Enac nella sede dell’aeroporto in cui è avvenuto il disservizio. L’Enac può sanzionare la compagnia e comunica al passeggero l’esito degli accertamenti, utilizzabile anche in un’eventuale causa.

Quando entrano in vigore le nuove regole europee sui diritti dei passeggeri?

La riforma del Regolamento 261/2004 è stata approvata dal Parlamento europeo il 7 luglio 2026. Secondo la stampa di settore si applicherà dal 23 ottobre 2027, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del 2 ottobre 2026. Fino a quella data valgono le regole attuali.