Ecco la lettera aperta di una mamma di un bimbo che frequenta la scuola Tomaselli, presentata al fine dinrichiedere risposte certe circa la riapertura del plesso, la cui chiusura comporta disagi notevoli per intere famiglie:
Al Dirigente Scolastico dell’I.C. Publio Virgilio Marone-Tomaselli;
Al Sindaco di Palermo;
Agli Enti istituzionali competenti.
Gentilissimi tutti,
la presente per segnalare che la chiusura del plesso Tomaselli, avvenuta il 7 ottobre per l’emergenza Legionella, non può continuare a essere gestita facendo ricadere tutte le conseguenze sulle famiglie.
Due dei tre plessi interessati sono stati riaperti. Per il plesso Tomaselli, invece, è stata individuata come soluzione il trasferimento presso il plesso Trinacria. Una soluzione che, per molte famiglie, è tutt’altro che praticabile.
Tra distanza, traffico, cantieri che contribuiscono ad intensificare il traffico e impegni lavorativi dei genitori, raggiungere la sede provvisoria è diventato impossibile. E non è accettabile che un genitore debba sacrificare continuamente il proprio lavoro, chiedendo giorni e permessi per compensare un problema di cui non è responsabile.
Il risultato? Bambini che da oltre un mese non frequentano la scuola, privati della quotidianità, delle relazioni e della continuità educativa.
Mio figlio di 3 anni non ricorda più nemmeno i nomi dei suoi compagni!
E mentre il tempo passa, non risultano proposte concrete di sostegno: nessuna agevolazione, nessun contributo per consentire la frequenza temporanea presso strutture educative private, più vicine alle abitazioni degli alunni del plesso temporaneamente chiuso.
Non basta dichiarare che il servizio scolastico è garantito: bisogna metterci nelle condizioni di usufruirne!
C’è poi un’ulteriore contraddizione che merita di essere evidenziata: in fase di iscrizione, per la scelta e l’assegnazione degli alunni si tiene conto del quartiere di residenza, della sede lavorativa dei genitori e persino della presenza dei nonni sul territorio. Questi elementi vengono considerati proprio perché la vicinanza della scuola alla rete familiare è fondamentale per l’organizzazione quotidiana.
Mi domando quindi: come si può pensare che, in caso di emergenza, gli stessi bambini possano essere trasferiti a tempo indeterminato in una sede più distante, senza considerare minimamente le esigenze che hanno determinato la scelta originaria dell’istituto?
La sicurezza sanitaria non è negoziabile, ma nemmeno il diritto dei bambini a frequentare la scuola. Non può diventare un problema privato delle famiglie ciò che richiede una risposta pubblica e istituzionale.
Con questa lettera non intendo risolvere i problemi di tutte le famiglie nella mia condizione, ma di dare voce a un disagio concreto, chiedendo non promesse, ma risposte reali e soluzioni per avere tempistiche certe, date, termini ultimi, al fine di far rientrare i nostri bambini nella propria scuola in sicurezza e serenità.
In attesa di un riscontro ufficiale, concreto e non delle consuete rassicurazioni di circostanza, porgo distinti saluti.
Una mamma, a nome di una o piú famiglie che sono state lasciate sole:
dalla scuola.
dal comune.
dallo Stato.
Luogo: Scuola, Via abruzzi, 2, PALERMO, PALERMO, SICILIA
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