Tre grandi gruppi internazionali si sono fatti avanti per lo stabilimento Pfizer di Catania e valutano se e come subentrare. Lo ha riferito il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a Siracusa, a margine delle celebrazioni per i cento anni di Confindustria Siracusa al Teatro Massimo.

I contatti, ha spiegato Urso, sono stati avviati con l’azienda e con il Mimit per capire “se e come” subentrare, assicurando continuità produttiva e occupazionale. Per il ministro la vertenza “si è avviata sulla strada giusta”. Pfizer, ha detto, “ha compreso” la necessità di tutelare produzione e occupazione.

Urso si è augurato che tutte le parti coinvolte lavorino nella stessa direzione, così da affiancare all’azienda un ulteriore investitore estero. Non sono stati indicati i nomi dei gruppi né i tempi dell’eventuale subentro: allo stato si tratta di valutazioni, non di offerte.

Il ministro ha poi allargato lo sguardo al comparto. Il settore farmaceutico, ha sottolineato, è in crescita in Italia grazie a “un ecosistema competitivo a livello globale”, e la previsione è che gli investimenti, anche dall’estero, “continuino a crescere nei prossimi mesi”.

Zes unica, più risorse per il Sud

Sul fronte degli incentivi, Urso ha ricordato che con la legge di bilancio le risorse per la Zes unica del Mezzogiorno sono state aumentate di 1,4 miliardi di euro. L’obiettivo è consentire alle imprese che intendono investire in Sicilia, nel resto del Sud ma anche in Marche e Umbria di farlo “in tempi congrui”, grazie all’autorizzazione unica rilasciata dalla struttura di missione.

La Zes unica ha sostituito le singole zone economiche speciali regionali con un unico perimetro per l’intero Mezzogiorno. Il vantaggio indicato dal ministro è la semplificazione: un solo soggetto che autorizza al posto di più passaggi amministrativi.

Per Urso la Sicilia può giocare “un ruolo importante” sulla sicurezza energetica, “come dimostra il Polo di Siracusa”, e sulla tecnologia green. In questo ambito ha citato la 3Sun di Catania, definita “la prima piattaforma produttiva di pannelli fotovoltaici in Europa”. Sempre nel capoluogo etneo, ha aggiunto, sono in corso gli investimenti di ST per 5,3 miliardi di euro, “il più grande investimento autorizzato dalla Commissione Europea nella microelettronica”.

Raffinerie, la rivendicazione del governo

Sul versante energetico il ministro ha rivendicato la linea seguita dall’Italia: “Abbiamo preservato le raffinerie”, mentre “altrove in Europa hanno continuato a chiudere”. A suo giudizio “finalmente anche la Commissione europea ci dà ragione”. Da qui la richiesta di “un nuovo e diverso piano strategico per lo sviluppo delle raffinerie in Europa”, a garanzia dell’autonomia strategica nel campo della sicurezza energetica.

Urso ha indicato nel carburante per aerei un settore in cui l’Italia può rafforzare la produzione. Un contributo decisivo, ha aggiunto, può venire dagli impianti di bioraffinazione, che il Paese ha realizzato in numero maggiore rispetto ad altri. Tra questi quello che sorgerà a Priolo con Versalis, il cui cantiere è già attivo.

Sanzioni alla Russia e nodo Isab

Nessun ripensamento sulle misure contro Mosca. Le sanzioni, ha detto Urso, “sono assolutamente necessarie proprio per convincere Putin” a sedersi al tavolo del negoziato. Il tema è stato collegato alla vicenda dell’Isab. Nel passaggio di mano della raffineria, ha ricordato il ministro, il governo all’inizio ha utilizzato “tutti gli strumenti” per renderlo possibile, evitando che l’impianto pagasse le conseguenze di sanzioni da lui definite “giuste e necessarie”.

Interpellato sul ruolo ancora rilevante di Trafigura in Ludoil, la società subentrata nell’Isab di Priolo, Urso ha assicurato che il governo “saprà agire per garantire un rapporto corretto” con il gruppo, in modo da consentire alla raffineria di produrre “nelle migliori condizioni”.

“Abbiamo dimostrato di saper ben governare questo processo”, ha affermato, ricordando il salvataggio dell’impianto nel novembre 2022. All’epoca, dopo il passaggio dalla russa Lukoil alla cipriota Goi Energy, il governo dichiarò il Petrolchimico di Priolo sito di interesse nazionale.