La Federazione Italiana Associazioni Partigiane (FIAP) della Sicilia ha celebrato la Festa della Liberazione in varie località dell’isola, esponendo la bandiera ucraina e rendendo omaggio alla Brigata Ebraica, che partecipò alla campagna d’Italia. In occasione dei cento anni dal sacrificio di Giacomo Matteotti, ampio risalto è stato dato alla figura del segretario del Partito Socialista Unitario, che denunciò i crimini e i brogli del fascismo nascente e avversò anche la dittatura comunista affermatasi qualche anno prima a Mosca, dopo i fatti del 1917. La FIAP ha sottolineato come prima della sua uccisione ad opera degli assassini fascisti, il leader socialista democratico e riformista abbia ricevuto ripetuti attacchi anche da esponenti di altre parti politiche, come Antonio Gramsci, che lo definì «pellegrino del nulla», e lo stesso Palmiro Togliatti, che considerò Matteotti ed il perseguitato antifascista don Sturzo come dei nemici al pari di Mussolini. 

A Capo d’Orlando, nel messinese, il presidente regionale di FIAP Sicilia, Antonio Matasso, docente universitario che presiede anche il Comitato siciliano per il centenario del martirio di Giacomo Matteotti, ha collocato una corona di fiori in onore del segretario nazionale socialista unitario, a cui è dedicata la piazza principale della cittadina tirrenica e che fu alla guida del partito politico più perseguitato dal regime fascista, ispirato dal padre del socialismo italiano Filippo Turati. Con un’altra corona di fiori è stato celebrato anche Giovanni Amendola, che al pari di altri leader antifascisti non fu risparmiato dagli attacchi di Gramsci, quando quest’ultimo fece riferimento al cosiddetto «semi-fascismo di Amendola, Sturzo e Turati». Nel suo intervento, Matasso ha fatto riferimento a come il sovranismo ed il populismo contemporanei possano produrre derive fascistoidi ed ha accostato a Matteotti il dissidente russo Aleksej Naval’nyj, ucciso dal regime di Putin poco più di due mesi fa. 

Alla manifestazione di Capo d’Orlando sono intervenuti anche Antonio Lo Re, candidato alla Camera dei Deputati con Più Europa nelle elezioni politiche del 2022, e l’ex deputato regionale Francesco Calanna. Infine, tutta la dirigenza della FIAP ha sottolineato come il diritto di resistenza a cui si appellarono i partigiani italiani in armi sia esattamente lo stesso rivendicato dal popolo ucraino, a cui non deve essere fatto mancare tutto il sostegno, anche militare, che merita una lotta di libertà, «checché ne dica un certo pseudo-pacifismo rossobruno, incapace di cogliere come Putin incarni la sintesi del peggio dei totalitarismi del Novecento».

Luogo: PALERMO, PALERMO, SICILIA

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