Il tribunale del riesame ha revocato gli arresti domiciliari all’ex sindaco di Partinico Salvo Lo Biundo, finito al centro di un’inchiesta di corruzione per agevolare l’assegnazione di appalti alla cooperativa Nido d’argento. A Lo Biundo, difeso dall’avvocato Nino Zanghì, in alternativa è stato imposto l’obbligo di dimora da Partinico.

Tra 45 giorni saranno depositate le motivazioni. Nell’inchiesta dei carabinieri della compagnia di Partinico sono state emesse dal gip 12 misure cautelari. Le indagini ruotano attorno alla cooperativa e ai presunti favori di politici e pubblici ufficiali per l’assegnazione di appalti in diversi Comuni della Sicilia occidentale ed anche nella zona di Gela.

Concessi i domiciliari a Di Giovanni

Il gip ha concesso gli arresti domiciliari a Gaetano Di Giovanni, comandante della polizia municipale nonché capo di gabinetto del sindaco Francesco Miccichè, finito in carcere nella stessa operazione con l’accusa di corruzione. Di Giovanni, 59 anni, all’epoca dei fatti, ovvero nell’estate del 2021, dirigente del distretto socio-sanitario di Agrigento, è accusato di avere favorito l’affidamento del servizio di assistenza domiciliare per anziani non autosufficienti, alla società Medea e l’affidamento dei servizi socio-assistenziali nei Comuni di Santa Elisabetta e di Agrigento, alla coop Nido d’Argento, ricevendo dai rappresentanti della società la somma di 7.500 euro.

L’inchiesta e gli arrestati

L’inchiesta dei carabinieri di Palermo su un giro di mazzette a pubblici ufficiali in cambio di appalti ha portato a 11 misure cautelari lo scorso 11 aprile. Le manette scattarono per Giuseppe Gaglio, legale rappresentante e presidente del cda della cooperativa Nido d’Argento, Massimiliano Terzo, dipendente della coop e Gaetano Di Giovanni dirigente del distretto socio sanitario di Agrigento e capo dei vigili urbano della Città dei Templi.

I domiciliari sono stati disposti per Giuseppe Chiaramonte e Francesco Chiavello, dipendente ed ex dipendente della Nido D’Argento, per l’ex sindaco di Partinico Salvatore Lo Biundo, per Maria Pia Falco, istruttore direttivo al Comune di Marsala e Aldo Raimondi, responsabile del settore Politiche Sociali e Culturali del Comune di S. Cataldo (Cl). Un sesto destinatario degli arresti domiciliari è ancora ricercato. La sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio è stata invece notificata a Maria Rita Milazzo, dirigente del Comune di Balestrate, Michela Sclafani, funzionaria dell’ufficio direzione Politiche sociali della Città Metropolitana di Palermo e Antonino Geraci, presidente della commissione aggiudicatrice nella gara per l’affidamento della gestione e realizzazione “Azione A Rafforzamento dei Servizi Sociali”.

 

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