Una devastazione senza precedenti ha scosso la comunità di Licata in coincidenza con le celebrazioni di Ognissanti. Nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, ignoti hanno profanato e pesantemente danneggiato le tombe di famiglia del sindaco, Angelo Balsamo, e dell’assessore ai Servizi cimiteriali, Giuseppe Federico.
I raid vandalici, messi in atto con impressionante violenza, hanno colpito i monumenti funebri e le coperture delle sepolture in due diversi cimiteri cittadini (quello dei Cappuccini e quello di Marianello). Sull’accaduto indagano a ritmo serrato i Carabinieri della Compagnia di Licata: la pista principale seguita dagli inquirenti è quella di una pesante intimidazione di matrice politica e sociale rivolta direttamente ai vertici dell’amministrazione comunale.
La reazione della politica: la condanna di Raffaele Lombardo
Il vile gesto ha sollevato un’ondata unanime di sdegno e solidarietà da parte di tutto il mondo delle istituzioni. Tra le reazioni più ferme si registra quella dell’ex presidente della Regione Siciliana e leader del MPA, Raffaele Lombardo, che ha rilasciato una dura dichiarazione di condanna:
“Esprimo piena solidarietà al sindaco Balsamo e all’assessore Federico per il vile gesto che ha colpito le tombe dei loro familiari. Un atto gravissimo e inaccettabile, che offende la memoria dei defunti e i valori più profondi della nostra comunità. Auspico che venga fatta piena luce sull’accaduto e che i responsabili siano presto individuati”.
Amministratori sotto tiro: “Non ci fermeremo”
Nonostante la gravità del danno e il profondo dolore per il sacrilegio subito dagli affetti più cari, la risposta dei due amministratori licatesi è stata immediata e improntata alla fermezza istituzionale.
Il sindaco Angelo Balsamo ha commentato a caldo: “Una cosa è certa: il nostro impegno per la città continua. Quanto accaduto, ovviamente, mi amareggia, ma se qualcuno pensa che un simile, gravissimo, gesto possa fermare la nostra azione politico-amministrativa ha sbagliato”.
Dello stesso tenore le parole dell’assessore Giuseppe Federico, che ha definito l’episodio “un’azione vile e socialmente allarmante”, aggiungendo una riflessione di carattere spirituale: «Prego per chi ha commesso questo atto sacrilego perché apra gli occhi, si renda conto di ciò che ha fatto, si ravveda e incontri il Signore».
Solidarietà trasversale
Attorno a Balsamo e Federico si è subito stretto un fronte trasversale che unisce alleati e oppositori politici. Oltre a Lombardo, messaggi di ferma condanna sono giunti dal deputato regionale ed ex sindaco di Licata Angelo Cambiano (M5S), dalla parlamentare regionale Margherita La Rocca Ruvolo (Forza Italia) – che ha parlato apertamente di “viltà e cultura mafiosa” – e da numerose forze politiche locali.
Mentre i cittadini si dicono disgustati e chiedono a gran voce un potenziamento del controllo del territorio da parte di Prefetto e Questore, la palla passa adesso ai Carabinieri, chiamati a fare chiarezza su un’ombra sinistra che tenta di condizionare la guida democratica della città.



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