Giusi Patti Holmes
Sono Giusi Patti Holmes, giornalista, scrittrice e, soprattutto, un affollato condominio di donne, bizzarre e diversissime tra loro, che mi coabitano. Il mio motto è: "Amunì, seguitemi".
Bakari Sako stava per diventare papà, viveva a Taranto e si rompeva la schiena, giorno dopo giorno, come bracciante agricolo. Una mattina incontra sulla sua strada dei ragazzacci italiani che lo accoltellano, lo martirizzano senza un motivo. Il giovane cerca rifugio in un bar, ma il titolare lo caccia senza nemmeno allertare le forze dell’ordine e lui muore da solo su un freddo marciapiede. Un ragazzo dalla pelle nera massacrato e ucciso, senza alcuna pietà, da delinquenti e da un connivente, così considero il proprietario del bar, dalla pelle bianca.
Il ragazzo che ha fatto una strage a Modena, distruggendo vite e famiglie, è italiano proprio come i “malacarne” tarantini, ma il Ministro Salvini si è scagliato soltanto contro di lui mettendo in primo piano il suo nome, Salim El Koudri, e il suo essere immigrato di seconda generazione. Il sindaco di Modena, oltre a rimarcare che un ragazzo nato in Italia è italiano, ha voluto ricordare che, oltre a Luca Signorelli, a bloccare El Koudri sono stati dei giovani egiziani di cui, però, chissà perché non si parla, né si conoscono i nomi.
Matteo Salvini dovrebbe smetterla con questa perenne campagna di odio, con questo becero razzismo. Io non dimentico le sue parole di qualche anno fa sui meridionali: “Noi siamo celti e longobardi, non siamo merdaccia levantina o mediterranea”, oppure l’offensivo epiteto di “puzzolenti” terroni. Al ministro chiedo perchè, se bisogna revocare la cittadinanza a qualcuno, non si comincia dai mafiosi, dagli ndranghetisti, dai violentatori, feccia nata nel Bel, ormai brutto, Paese?
Ho trovato assordante il silenzio della destra, della Meloni, delle istituzioni sulla morte di Bakari Sako, ma devo ammettere che non mi ha stupito. Ho trovato, invece, ancora più insopportabilmente assordante quello della sinistra di cui mi aspettavo maggiore sensibilità e partecipazione.
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