Giovanni Pizzo

Ex assessore della Regione Siciliana, scrivo su vari quotidiani. Laureato in economia e commercio

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Palermo è una città in cui la violenza, l’aggressività che cova sotto la brace, quella degli stigghiolari o dei caldarrostai, non ha genere. C’è qualcosa di ferocemente carnale in questa città bellissima, ma che si incendia per un nonnulla. L’ultima rissa in città non è nata per una discoteca mal gestita, o per uno scontro tra bande di delinquenza giovanile dedite allo spaccio, o per una partita di calcetto andata a male. Nossignore, è sorta per una contesa tra donne, due cugine invaghite dello stesso ragazzo, un bel ragazzo a quanto pare, uno sciupafemmine noto tra i banchetti e i tendoni di Ballarò che solitamente frequenta, per lavoro o per “arricrio”. Le due cugine avendo scoperto il triangolo amoroso si sono prima affrontate in singolar tenzone, una cosa da Vespri siciliani in gonnella, urla, tirate di capelli, graffi come fendenti di unghie affilate da estetiste maniscalche. Dopo il primo duello l’onta subita non ha per nulla calmato le Erinni, che hanno chiamato a se le proprie armate, formate da madri matriarche, zie consigliori, sorelle sodali e fratelli babbi, e in ultimo padri con la “faredda”, usi a seguire le furie muliebiche, invece di porre veti di maschile saggezza. Per cui lo scontro è stato portato al fronte, luogo di appartenenza familiare, la via Monfenera. Il nome già sembra sinistro, trattasi di strada tendente una volta alle campagne, fatta di palazzine a due piani più vecchie che antiche, qualche edicola votiva per la religiosità degli abitanti. Tale strada è la via di accesso principale al quartiere di Santa Rosalia, detto il Villaggio. E profondamente villica, con impeti e assalti da strada, si accende la “guerra” di via Monfenera, tra due famiglie allargate che vogliono lavare nel sangue il disonore subito. Nessuno del volgo presente interviene per sedare la furia prevalentemente femminea, tranne l’arrivo delle volanti della polizia, aduse abitualmente, più che a Brescia o Bologna, a queste disfide di Barletta. Risultato un arresto in flagranza per oltraggio e resistenza a pubblici ufficiali, quattro amazzoni denunciate a piede libero dopo le prognosi riscontrate al vicino ospedale Civico. Nel frattempo il bellimbusto, che sembra abbia gradito le grazie di entrambe le cugine, vecchia prassi stimolante fantasie erotiche, avrà pensato ai consigli materni, fatti una famiglia, anche se forse la genitrice non pensava a cotanto risultato.

Palermo è violenta, si spara in Chiesa, si uccide per un like, si muore andando a ballare o a guardare una ragazza, si spara alle feste di quartiere. A Palermo ci si “aggadda”, dal francese en garde, in guardia, per testosterone maschile ma anche per ormoni femminili. Sarà un problema genetico unisex.

 

 

 

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