Pino Apprendi
Ex deputato regionale. Garante dei detenuti di Palermo. Vigile del fuoco per sempre.
Incendi in Sicilia annunciati da tempo.
Le piogge del lungo inverno hanno risolto, in parte, le problematiche legate alla mancanza d’acqua, là dove c’erano laghi e reti idriche idonee, cosa che non si è verificata nell’ agrigentino.
Di contro, le sterpaglie sono cresciute a dismusura, pronte per essere date alle fiamme, quasi sempre in maniera dolosa.
Nessuna sorpresa quindi se con oltre 40 gradi, la Sicilia è stata data letteralmente alle fiamme sistematicamente.
L’unico a farsi sorprendere sprovveduto, è stato il Governo regionale che si era dotato perfino di droni per l’allerta incendio.
Non è bastato lo sforzo degli operai della forestale, dei vigili del fuoco e dei volontari per evitare il disastro ambientale che ci ritroviamo.
Un piano di prevenzione inesistente e se esistesse non è dato saperlo ai cittadini.
Tutto l’investimento sulla repressione cifre da capogiro per i Canadair ed ora 25 milioni di risarcimento.
Presidente, con 25 milioni avrebbe potuto finanziare un piano di prevenzione adeguato e non avremmo subito questo grave danno.
In ultimo, Presidente, ma non per ultimo per importanza, non si può accettare che una zona industriale come quella di Termini Imerese, venga messa in ginocchio per assenza di riserve idriche, per tutti i mezzi che sono stati impegnati nel tentativo di spegnere i capannoni totalmente distrutti.
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