pippo manuli

Pensionato....opinionista per hobby, di fede repubblicana

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Il distretto turistico Taorminese continua a mostrarsi al mondo come una vetrina impeccabile: eventi, hotel, flussi costanti di visitatori. Ma appena ci si allontana dalle luci della ribalta, emerge una realtà che le istituzioni locali preferiscono non vedere. Una crisi sociale profonda, che riguarda le tossicodipendenze giovanili e la loro stretta, ormai sistemica, connessione con i disturbi mentali.

Non è un’analisi teorica né un esercizio filosofico. È cronaca. Per comprenderne la portata basta rivolgersi ai centri di “cura” di Letojanni e di Orto Grande a Giardini Naxos – “cura”, spesso, solo sulla carta – e scorrere gli elenchi dei pazienti. Nomi, storie, famiglie intere travolte.

Francesco, Lorenzo, Gabriele, Karim, Alessandro, Rama, Damiano, Salvatore.

E ancora: Alessandra, Elisa, Lucia, Rita, Marco, Matteo, Ciccio, Stefania, Stefano, Antonio.

Poi altri: Andrea, Paolo, Vincenzo, Mauro, Chiara, Federica, Rosario, Samuele.

Nomi di fantasia, certo. Ma tutti riconducibili a persone reali, presenti in quegli elenchi. Giovani imprigionati nelle spire della droga, incapaci di spezzare un legame che si fa ogni giorno più stretto, più distruttivo. A soffrire non sono solo loro, ma le famiglie, lasciate senza strumenti, senza sostegno, senza risposte.

Alla dipendenza si accompagna quasi sempre il disagio psichico: depressione, disturbi della personalità, psicosi latenti o manifeste. Una doppia emergenza che il sistema fatica a riconoscere e ancora di più a trattare. I percorsi sono frammentati, le strutture inadeguate, il personale insufficiente. Le liste d’attesa scoraggiano, l’abbandono terapeutico è frequente.

Nel frattempo, nel distretto opera una rete diffusa di tossici-spacciatori, alle dipendenze di organizzazioni malavitose, (anche di stampo mafioso riconducibili a note famiglie) che agisce con una tranquillità disarmante. Non per mancanza di impegno delle forze dell’ordine, ma per l’assenza di una legislazione puntuale ed efficace che consenta interventi tempestivi e continui. Anche la magistratura, spesso, si trova priva di strumenti adeguati. Si procede per emergenze, si spegne un incendio alla volta, senza mai affrontare l’origine del problema.

Ma se lo Stato centrale ha le sue responsabilità, quelle locali sono evidenti e non più giustificabili. I Comuni del comprensorio tacciono. Non programmano, non investono, non coordinano. Si limitano all’ordinaria amministrazione, come se il disagio sociale non rientrasse nelle loro competenze. Eppure è proprio sul territorio che il problema nasce, cresce e potrebbe essere intercettato.

I centri di assistenza sono insufficienti, spesso lasciati a se stessi, privi di strutture idonee e di personale qualificato. Chi può permetterselo si rivolge al privato, dove non di rado la cura diventa business, senza adeguati controlli pubblici. Chi non può, resta fuori. O ricade.

Questo non è un male locale. È una questione nazionale. Riguarda la salute pubblica, la sicurezza, il futuro di un’intera generazione. Continuare a nascondere tutto sotto il tappeto del turismo significa accettare una lenta ma inesorabile deriva sociale.

La risposta non può più essere rimandata.

• I Comuni devono assumersi un ruolo attivo, coordinando servizi sociali, sanitari e scolastici, e destinando risorse reali al contrasto del disagio giovanile.

• Sostegno concreto alle famiglie, anche economico, quando il peso della malattia diventa insostenibile.

• Creazione di centri pubblici di recupero e cura, gestiti dallo Stato e integrati nel sistema sanitario, sottraendo la dipendenza dalla logica del profitto.

• Integrazione reale tra servizi per le dipendenze e salute mentale, superando una separazione che oggi produce solo fallimenti.

• Prevenzione territoriale, con educatori di strada, presìdi sociali, interventi continui nei luoghi a rischio, non iniziative simboliche.

Ignorare questa emergenza significa scegliere l’inerzia. E l’inerzia, in questo caso, è corresponsabilità.


Luogo: Ortro Grande Giardini Naxos- Contrada fucile Letojanni, baglio S. Pancrazio, 25, GIARDINI-NAXOS, MESSINA, SICILIA

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