Giusi Patti Holmes

Sono Giusi Patti Holmes, giornalista, scrittrice e, soprattutto, un affollato condominio di donne, bizzarre e diversissime tra loro, che mi coabitano. Il mio motto è: "Amunì, seguitemi".

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Trump fa sempre più paura perché è come se stesse spingendo l’America dentro una sanguinosa guerra civile e, purtroppo, i tragici fatti di Minneapolis sembrano andare verso questa direzione. Quest’ uomo, affetto da un delirio di onnipotenza, che non andrebbe alimentato, ma ridimensionato, ipotizzo che potrebbe voler portare l’America allo sbando così da allungare la sua permanenza alla Casa Bianca e finire di sconquassare quella che, un tempo, era la democrazia a cui quasi tutti guardavano, trasformandola nella democratura che, in fondo, è già.

Fantapolitica? Forse, ma come si spiega il suo folle piano di fomentare pericolose guerriglie tra l’Ice, Immigrationand Customs Enforcement, e la popolazione di Minneapolis, sempre più insicura e braccata? Ho letto, addirittura, di una donna che, avendo prestato soccorso a un uomo e temendo, a causa di ciò, per la sua incolumità, non vuole più rientrare a casa. L’Ice, di cui il regista è Greg Bovino, nato da genitori calabresi approdati in USA come immigrati irregolari, gli stessi a cui lui, adesso, dà la caccia, utilizza metodi di repressione selvaggia, sequestrando e uccidendo anche cittadini statunitensi con la sola colpa di aver cercato di aiutare chi si trovava sotto minaccia della loro furia punitiva che è arrivata, addirittura, ad arrestare dei bambini, utilizzandoli come esca, per stanare i genitori. Alcune scuole, immaginate la paura che regna, hanno concesso agli alunni di seguire le lezioni da casa: una sorta di vero e proprio lockdown indotto da questa pandemia del terrore.

Il mese di gennaio sarà ricordato in America per due efferati omicidi. Il primo è quello di Renée Nicole Good, poetessa di 37 anni, ma soprattutto madre di tre figli, freddata a soli quattro isolati di distanza dal luogo in cui, cinque anni prima, moriva George Floyd. Un video shock ha mostrato gli agenti circondare il suo SUV, reo di bloccare il passaggio, e dopo aver tentato di forzarne la portiera, esplodere tre colpi a bruciapelo contro la donna che, spaventata, aveva messo in moto l’auto. Trump ha liquidato la vicenda come “un errore, che può capitare a chi deve fermare i criminali”, (il primo a essere fermato dovrebbe essere proprio lui). Il secondo è quello di Alex Jeffrey Pretti, infermiere, ucciso per essersi frapposto tra gli agenti dell’immigrazione e una donna per strada, ma accusato di essere armato. Un video, però, come nel caso si Renée, ha mostrato una verità “altra” e cioè che quelli dell’Ice, dopo aver tentato di immobilizzarlo, costringendolo a terra, lo hanno colpito con un oggetto e, poi, con una raffica di colpi che, secondo il New York Times, sarebbero stati non meno di dieci in pochi secondi. Alex, inoltre, in mano non aveva una pistola, ma un telefonino per riprendere le violenze, l’arma sicuramente più temuta dai  trumpiani che amano mistificare la realtà. 

A Minneapolis, intanto, sta montando, sempre più, una rabbia incontrollabile contro questa strategia del terrore e contro il costo sociale e umano che sta pagando la città. Il sindaco, Jacob Frey, rivolgendosi al presidente, ha chiesto quanti ne dovranno ancora morire affinché questa operazione possa concludersi. Il governatore repubblicano del Vermont, Phil Scott, invece, ha affermato che non è accettabile che cittadini statunitensi vengano uccisi solo per aver esercitato il loro diritto di protestare.  Trump, dal canto suo, ha elogiato il lavoro fatto a Minneapolis, aggiungendo che l’Ice andrà via a tempo debito. 

È trapelato, nel mentre, un particolare molto preoccupante che mostra quanto il tycon si senta al di sopra di tutto: circolerebbe, infatti, un memo interno che suggerisce agli agenti dell’immigrazione di fare irruzione nelle case private, anche senza un mandato del giudice, in quanto per l’amministrazione Trump basta solo quello amministrativo dell’Ice stesso. Vi rendete conto che il mondo è nelle mani di un folle, privo di ogni “limite” e che, pur sentendosi investito da Dio, che nomina ogni due per tre, afferma che l’unica legge che segue è quella della sua morale? Ma di quale morale stiamo parlando? 

Su X è diventato virale un video che ci riguarda da vicino in quanto mostra due giornalisti italiani, inviati di “In mezz’ora” che, pur avendo dichiarato di appartenere alla stampa, sono stati bloccati in macchina con la minaccia di essere trascinati fuori dal finestrino nel caso avessero continuato a seguirli. E la presidente Meloni? Nonostante quanto successo ai nostri connazionali, invece di prendere posizione contro le braccia armate che li hanno intimiditi, è rimasta zitta e buona forse per dimostrare, una volta di più, a Trump la sua obbedienza e sudditanza.

 

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