Antonio Perna
Giornalista free-lance, tessera Odg 58807, cronista dal 1986 anno in cui l'Italia per la prima volta si connette a Internet
Abbiamo trovato il colpevole perfetto: lo schermo.
Lo smartphone. Il tablet. Il computer. Ogni generazione ha bisogno del suo capro espiatorio e il nostro, luminoso e tascabile, sembrava fatto apposta.
Peccato che la realtà, come spesso accade, sia meno comoda.
In Corea del Sud quasi tutti gli studenti arrivano alla fine delle superiori con la miopia. In Cina, nel giro di due generazioni, si è passati da una minoranza di ragazzi miopi a una maggioranza schiacciante. Anche in Italia la curva sale, silenziosa ma costante.
È difficile credere che il patrimonio genetico dell’umanità sia cambiato in cinquant’anni. Molto più facile ammettere che sia cambiato il modo di vivere.
Il bambino di ieri aveva il cielo sopra la testa.
Quello di oggi ha un soffitto.
È questa la differenza.
Un’aula scolastica, anche ben illuminata, offre qualche centinaio di lux. Una giornata nuvolosa ne offre decine di migliaia. Il sole non serve soltanto a rischiarare il paesaggio: serve a costruire l’occhio.
La retina, investita da una luce intensa, produce dopamina. Non quella delle dipendenze o delle gratificazioni, ma quella che dice al bulbo oculare: «Basta così. Non allungarti oltre.»
Quando quella luce manca, il freno si allenta.
L’occhio cresce più del necessario.
E quando si è allungato, non torna più indietro.
La prova arriva da Taiwan, dove è bastato portare i bambini all’aperto ogni giorno per ridurre in maniera netta la comparsa della miopia. Nessuna pillola miracolosa. Nessun dispositivo elettronico da acquistare. Soltanto il sole.
Paradossalmente continuiamo a dichiarare guerra agli schermi, mentre il vero nemico è la vita che conduciamo.
Case. Scuole. Automobili. Centri commerciali. Uffici.
Passiamo da un interno all’altro come se l’aria aperta fosse diventata un lusso.
Naturalmente gli schermi non sono innocenti. Costringono gli occhi a lavorare da vicino per ore e favoriscono una sedentarietà che peggiora il problema. Ma confondere il complice con il colpevole è un errore.
Il colpevole principale è la mancanza di luce naturale.
Le previsioni parlano di quasi cinque miliardi di miopi entro la metà del secolo. Non sarà un’epidemia provocata dai geni. Sarà il risultato di un ambiente che abbiamo costruito noi.
Ogni tanto la medicina ci ricorda una verità elementare: la cura più efficace non si compra in farmacia.
A volte basta aprire la porta di casa.
E lasciare che un bambino giochi al sole.
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