Giovanni Pizzo

Ex assessore della Regione Siciliana, scrivo su vari quotidiani. Laureato in economia e commercio

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Avventurarsi a Mondello, sulla sua lunga spiaggia adagiata su un mare turchese, più d’inverno che d’estate, è come inoltrarsi in quelle paludi prospicienti al mare in Louisiana. Caimani, zanzare tigre, uomini creoli che parlano un altro linguaggio, illegittimità, irregolarità, difformità dal resto del mondo civile, garantite non solo dal centrodestra ma anche dal centrosinistra del Sinnaco che fù. Mondello era veramente un pantano, ed il capitalismo internazionale, la Italo belga di Ostenda, dei primi del secolo scorso investì in questa borgata affacciata su un piccolo golfo tra Capo Gallo e Monte Pellegrino, il più bel promontorio del mondo. La palude venne bonificata, e sorse un’urbanizzazione residenziale, una città giardino con accesso al mare, le ville di Valdesi che, molte in stile liberty, furono disegnate dagli allievi del Basile, a parte lo stabilimento balneare innovativo in cemento armato, cosiddetto Charleston, che fu progettato dal belga Rudolf Stualker, che inizialmente lo aveva pensato per il lungomare di Ostenda. Ma nonostante la bonifica, tra canne e acque reflue, i caimani, controllori del territorio-mandamento, non sono mai andati via. 

Alla fine si sono integrati con il capitale, e ne sono diventati impiegati. La famiglia particolare, totalmente assunta nella società gestrice, assicura ordine e sicurezza, compiti originari della vecchia mafia in subappalto della politica. Questa cosa sotto la luce del sole che fa scottare la sabbia di Mondello la sapevano tutti, sempre le stesse facce, gli stessi addetti, ma oggi viene scoperchiata come il vaso di Pandora per opera di una Jena, Samuele la Vardera, che trova improvvisamente i caimani. Palermo finisce sulle televisioni nazionali, una delle spiagge più famose del mondo in mano alla Mafia. Ovviamente non sono nel capitale societario, per cui è prevista l’interdizione antimafia, ma per casi analoghi, rapporti di dipendenza, sono state sequestrate dalla DIA aziende e cantine sociali di recente nel trapanese. Difficile che si possa ipotizzare un’azione di questo genere nel cuore del salotto di Palermo, ma forse un comitato di sorveglianza, previsto dalla legge, potrebbe esercitare un’altra bonifica, rispetto a quella fondativa che ha costruito questa esclusiva, una volta, città giardino. Mondello è il mondo di congiunzione, la terra di mezzo, tra la città alto borghese, visti i costi della case, i circoli esclusivi, come il Ruggero di Lauria, nobile condottiero e feudatario Lucano, il piccolo borghese nelle “capanne” con terrazzino e pasta ‘cu furno, e il popolino strabordante sulla battigia di tre metri tra pollanche, birra e coca-cola urlata dagli ambulanti abbronzati e scalzi. Una perfetta società braminica di stampo orientale, divisa in caste, con qualche raro ascensore sociale per i cosiddetti parvenù. Tutto questo si teneva insieme da 100 anni ma la jena ridens ha indicato che il Re è nudo, come sapevano tutti. Ed ora? Fermi tutti, calma e gesso, Palermo, Italia, non è un paese per Bolkestein, la normativa europea che prevederebbe una gestione di alternanza dei lidi tramite gare europee. Il Paese è dei paesani, e Mondello è paese.

 

 

 

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