Giovanni Pizzo
Ex assessore della Regione Siciliana, scrivo su vari quotidiani. Laureato in economia e commercio
Non parliamo di “baffetto” D’Alema, che ha sorpreso tutti i provinciali italiani con la foto insieme ai potenti del nuovo ordine mondiale che si oppone alla pattuizione di Bretton Woods. Il “baffo”, anche se qualcuno potrà pensare beffa, è quello di Raffaele Lombardo, che come era stato profetizzato in questo blog pochi giorni fa, ha concluso un accordo a quattrocchi con il capo di FI nell’isola Renato Schifani, ma con valenze nazionali. Gli uomini di Lombardo prenderanno la tessera di FI al congresso regionale che si svolgerà a breve. Ovviamente non esiste una tessera regionale, quindi gli autonomisti entrano ufficialmente, con il tesseramento, nel partito di Tajani.
Tutto questo dopo i piccoli temporali asciutti estivi, con roboanti titoli di giornale e chat velenose. Alla fine ha vinto la politica della coerenza di rito lombardiano. Tutti pensano che Raffaele Lombardo sia un personaggio incoerente, perché pensa una cosa e ne dice un’altra. Ma l’errore è stare a sentire quello che dice, e non capire quello che pensa. Nonostante sia un autonomista sta entrando in un partito nazionale. Qualcuno ne vedrà le camarille locali ai fini dell’esito congressuale, ma l’assunto politico è un altro. Lombardo, come il baffetto D’Alema in salsa più globale, ha capito perfettamente che il mondo è cambiato, anche in Sicilia dove non vogliamo cambiare mai. È finito il tempo dei regionalismo in una globalizzazione che corre alla velocità del suono dei bit. Per cui entra direttamente in FI, senza accordi federativi fasulli, che lasciano il tempo che trovano, come quello che stipulò qualche tempo fa con Salvini, pur con il palliativo della doppia iscrizione. Il motivo è perché solo un partito nazionale può farlo sedere al tavolo dove si decidono gli spazi di gioco e le candidature ai vari livelli.
È un accordo che coerentemente segue quello in cui votò il candidato ufficiale di FI alle europee, Caterina Chinnici, e che oggi, senza fraintendimenti possibili, porta all’incasso. Ovviamente cosi facendo Schifani determina e stabilizza il prossimo congresso regionale, che vedrà compatti sia gli uomini di Lombardo che quelli di Cardinale, ma non Cuffaro, il terzo manniniano, escluso dal primo partito siciliano, il quale sarà costretto a seguire il giovane turco Sammartino nella Lega, se vorrà partecipare ai livelli nazionali. Certamente non tutti, soprattutto a Catania, saranno felicissimi dell’arrivo di Lombardo in FI, ma era inevitabile che il partito dei moderati si ricostituisse in Sicilia, nella maniera più ampia possibile, e lo ha fatto con chi ci è stato, e le europee, vere elezioni politiche fatte con il proporzionale, dove Lombardo è stato incisivo, sono state il banco di prova. Oggi Lombardo entra tramite le tessere, strumento di governo antico a lui ben chiaro, nel primo partito in Sicilia, si allea con il presidente Schifani per il congresso, ne trarrà dei benefici non solo all’AST, con la sua area messinese che risponde alla famiglia Genovese, ma ne gioverà essenzialmente in Salute, per chi ne capisce qualcosa. Questo il breve periodo, la stagione Autunno/Inverno direbbe il pantesco e compianto Armani, poi del domani non c’è certezza. Come potrebbe dire “Rossella” da Grammichele “domani è un altro giorno”, e via col vento siciliano.
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