Giovanni Pizzo

Ex assessore della Regione Siciliana, scrivo su vari quotidiani. Laureato in economia e commercio

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A luglio ci saranno le variazioni di bilancio all’assemblea regionale siciliana. Il vero banco di prova dopo il disastro annunciato come la morte nel romanzo sudamericano di Gabriel Garcia Marquez. La maggioranza fa un vertice a 7, con connessa foto sorridente come quella boomerang dei leader della sinistra alla trattoria Costanza. Solo che questa foto è scattata in un luogo di maggior glamour, il Grand Hotel et des Palmes di Palermo, luogo dove Richard Wagner musicò il Parsifal e negli anni cinquanta si riunirono le grandi famiglie nel summit che alleò le due sponde, americana e siciliana, di Cosa Nostra.

Vertice molto meno disteso di quello, con le pistole sotto al tavolo per le fratture in campagna elettorale. C’è uno scontro forte tra Lombardo e Sammartino, e pure con parte di FI dopo i fatti, nuovi, non quelli dello sbarco in Sicilia, di Bronte. La Lega ha spaccato quasi ogni volta poteva fare danno agli avversari, soprattutto catanesi, interni alla coalizione. Tutto questo per andare dove? Non si sa, vista la tenuta che definire traballante di Salvini è un eufemismo. Alcuni pronosticano un arrivo in FI. Ma sul serio Marina Berlusconi per il nuovo corso pensi a questo? Considerando che hanno fatto i guastatori come quelli della sporca dozzina sarebbe più facile un approdo da Vannacci, solo che loro sono governisti, il Generale molto meno.

La verità è che la manovra di bilancio sarà probabilmente un Vietnam, al di là delle buone intenzioni di Minardo, commissario di FI, di volare alto. Si prevedono abissi e cadute di governo. È l’occasione per regolare conti, di insoddisfazione da rimpasto,  di tradimenti elettorali, di odi personali e tossicodipendenze da arraffamento come sintetizza l’ex presidente dell’Assemblea Miccichè. Lui ha dipinto come un affresco di Velasquez l’assemblea come una coalizione di odiatori e cleptomani.

Ma l’opposizione? Discute dei problemi in casa altrui dei suoi componenti, rilanciando accuse e non risolvendo nodi gordiani. Nel frattempo la Restanza diventa ancora un sogno, l’ignoranza galoppa nelle periferie urbane, ma per il signor Fitch è “tuttaposto”, lui non prenota visite specialistiche negli ospedali e non coltiva ulivi o viti, non si fa ore di strade impossibili, solo rating.

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