Giovanni Pizzo
Ex assessore della Regione Siciliana, scrivo su vari quotidiani. Laureato in economia e commercio
La figura del sottosegretario Delmastro, fedelissimo della Meloni, messo a guardia dell’importante dicastero di Grazia e Giustizia, assomiglia ormai in maniera impressionante al Principe Lev Nikolaevič Miyškin narrato da Dostoevskij nella sua opera iconica. Costui, dotato di grande ingenuità pari al suo titolo nobiliare, si faceva entusiasticamente mettere nel sacco, come uno sprovveduto figlio inerme di una nobiltà decaduta, da torme di approfittatori e delinquenti, mestatori e nullafacenti.
Sembra questa la narrazione di Delmastro sull’ennesimo scandalo che ha attraversato questa sua legislatura, in cui la Meloni lo ha voluto premiare di compiti di governo. Lui doveva stare a guardia del Forte, ma sembra che i ladri gli siano entrati in casa, nella sua Biella. E non hanno imbrogliato solo lui, ma anche tutti i maggiorenti del partito dei fratelli biellesi. Perché Delmastro, e questo va a suo merito, è un amicone, gli piace avere intorno al tavolo I suoi amici e fratelli, come per il famoso Capodanno delle pistolettate con Pozzoli, oggi transfuga fuggito verso le Decime Vannacciane.
La società che aveva costituito con sede dal suo commercialista, ovviamente assessore al bilancio di Biella caput mundi, città operosa di gente che non sa stare con le mani in mano, si chiamava 5 Forchette. Nome che denota una certa fame di arricchimento, è un’impresa non un associazione culturale, dei politici biellesi a lui vicini che partecipavano proprio in 5 alla società. Solo che c’era un convitato di pietra, con il 50% del capitale, non proprio una quota di minoranza. Anzi una convitata, una ragazzina diciottenne senza arte né parte. Ora sembra alquanto strano che dei politici, n9n dei volontari della Parrocchia dell’Immacolata, che per il sistema bancario sono soggetti sensibili e focalizzabili, si mettano in società con una sconosciuta appena maggiorenne. Tutto questo sa di prestanome anche al ragionier Fantozzi, ma non al Myskin Delmastro. Il quale solo dopo apprende la caratura del padre della giovane ragazza. Perché lui ovviamente voleva essere socio di lei, per meriti curricolari ad oggi sconosciuti, non di lui. Ma queste 5 Forchette dove si dovevano piantare?
In un ristorante romano, perché è nota in tutto il mondo la passione dei biellesi per la cucina romanesca. Perché scopo dell’impresa non era promuovere la polenta cunscia p la Paletta biellese, ma aprire a Roma, in via Tusculana, una Bisteccheria d’Italia, con tanto di fiamma stilizzata tricolore. Finalmente si svela il progetto politico dei fratelli biellesi alla conquista di Roma, come I Barbari sognanti di Maroni o altre tribù visigote che si sono avventurate nella capitale nel corso dei millenni. Non il vile denaro dunque, ma la sacra difesa delle carni italiche sul glorioso sentiero tracciato dal “fratello Lollo”.
Ve li immaginate Giorgio Almirante o Pino Rauti che si aprivano una pizzeria a Trastevere con il simbolo della fiamma ? Ma o tempora o mores avran mormorato i fratelli biellesi operosi. Tutto bellissimo, un po’ provinciale, soprattutto per un sottosegretario alla Giustizia, ma lecito. Ma il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, nemmeno nelle bistecchiere. Il padre della meritevolissima infante è, guarda caso, non Joe Bastianich, che sarebbe stato azzeccato, ma un prestanome dei Senese, che a Roma significa camorra. Poteva un sottosegretario alla Giustizia, non all’Agricoltura, preposto al Dap, non avere informazioni a riguardo sul simpatico paparino?
C’è del marcio nei Fratelli, direbbe, non noi, ma Shakespeare? Probabilmente no. Se uno è in malafede, se la fa a solo, forse, non coinvolge gli amici. Forse è solo un’immensa, incommensurabile, incomprensibile, sprovvedutezza. Che considerando i ruoli e le funzioni sembra politicamente peggio. Da chi è circondata la Meloni? Quale è la cifra della squadra che la supporta, a parte l’onnipresente Arianna? Si dirà che non erano abituati al potere, ma non c’era proprio nessuno tra loro meglio attrezzato ad una postura di governo?
C’è però da considerare che proprio le posture degli establishment sono mutate. Forse Del Mastro avrebbe un futuro nell’amministrazione Trump negli USA, sembra ci siano defezioni, in particolare negli apparati di sicurezza. Al limite se non andasse a fagiolo con Donald si potrebbe aprire un McDonald.
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