pippo manuli
Pensionato....opinionista per hobby, di fede repubblicana
ASM Taormina: il miracolo degli Argonauti
C’è un mistero che meriterebbe di essere studiato nelle facoltà di Economia. A Taormina, mentre il Comune usciva da una delle più difficili procedure di dissesto della propria storia, qualcuno ha scoperto il modo di trasformare la prudenza in espansione, i vincoli in opportunità e le prescrizioni ministeriali in semplici suggerimenti.
Nel dicembre 2022 il Ministero dell’Interno approvava il bilancio stabilmente riequilibrato del Comune di Taormina, accompagnandolo con precise prescrizioni. Il messaggio era chiaro: rigore finanziario, controllo della spesa corrente, attenzione agli equilibri di bilancio e particolare prudenza nella gestione del personale.
Erano prescrizioni rivolte al Comune.
Ma viene spontaneo domandarsi se lo spirito di quelle prescrizioni non dovesse ispirare anche le scelte riguardanti la principale azienda partecipata del Comune stesso.
Dal 2023, invece, si apre una stagione completamente diversa.
Nuovo piano industriale.
Pianta organica ampliata.
Manifestazioni di interesse.
Oltre cento nuove assunzioni.
Ricorso al lavoro interinale.
Espansione continua dei servizi.
Nuove linee di trasporto su gomma verso i comuni limitrofi, con tutto ciò che inevitabilmente comportano: nuovi autobus, autisti, manutenzione, officine, carburante, assicurazioni, organizzazione e costi permanenti.
Nel frattempo arrivano gli aumenti delle tariffe dei parcheggi e della funivia, presentati allora come necessari per sostenere il nuovo corso aziendale. Oggi la storia sembra ripetersi.
Il vero capolavoro arriva però con il servizio di igiene urbana.
ASM diventa gestore della raccolta dei rifiuti con un’operazione destinata a incidere per circa dieci milioni di euro l’anno sulle casse comunali. Una scelta di enorme rilevanza economica sulla quale molti cittadini continuano a chiedersi se sia stata preceduta da una completa verifica della convenienza economica rispetto alle possibili alternative offerte dal mercato.
Sono domande. E come tali attendono risposte.
La replica dell’azienda, invece, racconta un’altra storia.
Ci dice che sono stati acquistati autobus, effettuati investimenti, ridotti alcuni debiti e rafforzato il patrimonio.
Benissimo.
Ma nessuno aveva sostenuto che il denaro fosse evaporato.
La questione è un’altra.
Era davvero necessario intraprendere una crescita tanto rapida mentre il Comune era ancora sottoposto ai vincoli conseguenti al dissesto?
Era questo il modello economicamente più prudente?
Quale sarà il costo strutturale di questa espansione fra cinque o dieci anni?
Gli investimenti producono ricavi sufficienti a sostenere il nuovo assetto oppure richiederanno continui incrementi tariffari?
Perché una città ha il diritto di sapere non soltanto quanto si è speso, ma soprattutto se si è speso bene.
Ed è qui che la narrazione comincia a mostrare qualche crepa.
Si parla di “ottima salute” dell’azienda, ma nello stesso tempo si ricorre all’anticipazione bancaria e si attendono trasferimenti dal Comune e dalla Regione per recuperare liquidità. Circostanze che, singolarmente considerate, possono essere fisiologiche, ma che meritano comunque un’analisi completa e non uno slogan.
Infine una nota sul metodo.
A replicare alle opposizioni è stato direttamente il vertice della società. Una scelta certamente legittima sul piano comunicativo, ma che lascia aperta una riflessione sull’opportunità che chiarimenti di natura tecnico-contabile siano illustrati dal Direttore Generale e, per gli indirizzi strategici, condivisi formalmente dal Consiglio di Amministrazione.
In fondo la trasparenza non teme il confronto.
Anzi, lo ricerca.
Perché i cittadini non chiedono miracoli.
Chiedono numeri.
Chiedono atti.
Chiedono confronti.
E soprattutto chiedono una risposta ad una domanda tanto semplice quanto scomoda:
l’espansione di ASM rappresenta davvero un investimento destinato a creare valore per Taormina o rischia di trasformarsi, negli anni, in una struttura sempre più grande che dovrà essere alimentata da tariffe sempre più alte?
Gli Argonauti, nella mitologia, partirono alla ricerca del Vello d’Oro.
Quelli di Taormina sembrano aver intrapreso un viaggio diverso: quello verso il primato della partecipata più espansiva mai conosciuta dalla città.
Saremo felici di essere smentiti dai fatti.
Perché, alla fine, i bilanci parlano sempre. E, diversamente dalla propaganda, non applaudono nessuno.
Luogo: Parco duca di Cesarò, Via Roma – Giardino pubblico. Villa Comunale, S N, TAORMINA, MESSINA, SICILIA
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