Giovanni Pizzo
Ex assessore della Regione Siciliana, scrivo su vari quotidiani. Laureato in economia e commercio
Il ciclone Harry è da poco passato, ma già sono cominciate le polemiche sui ristori dei danni causati, con tanto di passerelle in Sicilia, anche se i 33 mln sul totale di 100 stanziati dal governo fanno gridare alla sottovalutazione dei danni. Come sottovalutato dai media è stato l’evento climatico che ha fatto somigliare la Sicilia alla Florida o alla Louisiana. Ma grazie a “Sally” Salvini finalmente la vicenda prende, per via delle polemiche politiche, la prima pagina. Niente soldi del Ponte per i ristori, dice il vice premier, anche se i soldi li aveva messi la Sicilia già da due anni, ed ancora non sono stati spesi per l’opera che tutto il mondi ci invidia, ma non parte mai, nemmeno quest’anno. Per quest’anno i soldi avrebbero però fatto comodo, a Comuni danneggiati, litorali diroccati, linee ferrate divelte, lidi e ristoranti distrutti. Ma niente, devono rimanere congelati nell’attesa del desiderio del Ponte. Poi è pure arrivata la frana di Niscemi con 1.500 abitanti sfollati, e non è detto che non possano aumentare con la pioggia di questi giorni, e la Sicilia comincia ad essere sorvolata dalla Premier in elicottero, perché non si sa mai. Non è che quest’isola porta sfiga, e succede un terremoto come quello di Messina del 1908? C’è già un ministro dal pizzo pirandelliano che qualche tempo fa suggeriva a tutti le polizze catastrofali. Non è che aveva delle profezie come l’oracolo di Delfi?
Già un terremoto politico lo ha causato Cuffaro, anche se prima all’Assemblea regionale erano iniziate le scosse di avvertimento. E sembra che quelle di assestamento non cessino affatto. La terra politica trema ed i protagonisti con loro. C’è un romanzo di uno dei maggiori autori di best seller al mondo, Glenn Cooper, personaggio interessantissimo, che si chiama “Le chiavi del cosmo”, che parla di una macchina che prevede le catastrofi, la “Mechaní Pepromenou”, la macchina del destino, capace di prevedere innondazioni terremoti, eruzioni, meteoriti, siccità, epidemie e chi più ne ha più ne metta. Ovviamente la fantastica macchina ad ingranaggi del romanzo era siciliana, costruita dall’immenso Archimede da Siracusa. Perché noi siciliani di sfiga siamo maestri. E qualcuno dello jettatore ha pure la patente.
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