Stefano Cirillo

Medico e sostenitore dell’interesse pubblico.

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Ci sono storie che dovrebbero indignare un Paese intero, eppure scivolano via nel silenzio.

L’ex manager della sanità Roberto Colletti è agli arresti domiciliari, gravemente malato, e da mesi in rianimazione. Eppure resta formalmente detenuto. Qualcuno dovrebbe spiegare quali reati potrebbe mai reiterare nelle condizioni in cui si trova. Nei mesi scorsi, in circostanze simili e persino più gravi, non è stata applicata alcuna misura cautelare, due pesi e due misure.

Prima ancora che una questione giuridica, questa è una questione di umanità.
Non ho sentito alcuna protesta. Il vero malato, in coma profondo, è la giustizia stessa. E forse solo il Referendum potrà tentare di rianimarla.

C’è una magistratura segnata da correnti interne, che spesso orientano scelte e indagini anche per condizionare la politica. E c’è una politica che usa la giustizia a fasi alterne, secondo convenienza.

Il copione, da anni, è sempre lo stesso.
La giustizia così diventa un’illusione, come verniciare una macchina con il motore fuso. L’apparenza cambia, ma il problema resta.

Per questo, moltissime persone hanno perso fiducia nella giustizia

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