Giovanni Pizzo

Ex assessore della Regione Siciliana, scrivo su vari quotidiani. Laureato in economia e commercio

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Evidentemente l’Italia ci giudica falsi e traditori, e dopo aver noi sbandierato il famoso miliardo di danni ci ha elargito una mancia di 33 mln, con Schifani commissario per i ristori, oltre che per le strade, i termovalorizzatori e tutte le catastrofi che perseguono questa terra di Sicilia. Qualcuno si chiederà perché 33 e non 30, il salario di Giuda. Perché almeno 3 mln saranno spesi per consulenze, perizie e rendicontazioni, per cui si torna ai trenta denari. Ma com’è possibile che davanti ad un conteggio di danni per 1 mld si arrivi ad una cifra così irrisoria?

Intanto c’è da dire che l’accorto Schifani mai ha pronunciato il famoso miliardo, ben sapendo che il consiglio dei ministri non lo avrebbe preso in considerazione. La cifra irrealizzabile è stata sbandierata dai media e da alcuni politici della Sicilia orientale per tenere buono l’elettorato. Una cifra senza stime tecniche, perizie giurate, rilievi del genio civile, dei tecnici comunali. Cifre buttate lì in maniera approssimativa, superficiale, se non cialtronesca. Il risultato è che lo Stato ci ha fornito un trentesimo dello sbandierato miliardo. I danni ci sono sicuramente stati, e pure ingenti, hanno colpito opere pubbliche e privati. Il ministro siciliano della protezione civile sarà sicuramente intervenuto con la struttura tecnica che lo collabora per stabilire l’esatta entità dei danni. Ma ancora non sappiamo nulla, le carte non ci sono o non sono ancora visibili. Certo è che lui lo aveva detto, come Giona: fatevi le polizze catastrofali. Solo che, sembra, gli eventi marini e metereologici, come un uragano, non sono considerati in gran parte delle polizze.

Per cui toccherà alla Sicilia, ed ai siciliani, pagarsi i propri danni. A questo punto la Corte dei conti potrebbe essere clemente e darci in fretta il giudizio di parifica, che consentirebbe alla regione di liberare risorse per il bilancio per circa 1,5 mld, che in una manovra primaverile, e non estiva, potrebbero essere destinate a ristori ed opere di ripristino, soprattutto sui trasporti e sui litorali per affrontare la stagione estiva. Questo farebbe una Regione come il Veneto o l’Emilia Romagna. Lo farà anche la Sicilia o invece litigheranno per spendere i fondi in mance e marchette elettorali? Evitiamo cialtronerie per questa volta.


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