Una challenge, una sfida vista su Youtube. Per questo motivo le due bambine di San Cataldo sono sparite e si sono infilate in un negozio di una donna cinese. Come visto nei filmati di alcuni “influencer” avrebbero dovuto trascorre una notte in un negozio senza essere viste e filmando tutto. Le due ragazzine nei loro cellulari avevano più volte visto questi filmati.
Le indagini dei carabinieri di Caltanissetta coordinati dalla procura di Caltanissetta, diretta da Salvatore De Luca hanno ricostruito quanto successo. I militari non hanno smesso di indagare da quando il padre delle bimbe si è presentato in caserma e ha denunciato la scomparsa. Le testimonianze e gli accertamenti tecnici hanno escluso che nella sparizione delle bimbe sia coinvolto qualcun altro. Le bimbe di loro volontà si sono nascoste nel negozio con l’intento di passarvi la notte all’interno.
Sono state le stesse bimbe dopo che sono state ritrovate a raccontare che volevano emulare quanto visto su Youtube e sui canali social di “influencer”, in cui i protagonisti descrivono ai propri followers l’esperienza di nascondersi all’interno di negozi, magazzini o altre tipologie di luoghi eludendo le misure di sicurezza, restarvi tutta la notte e uscirne l’indomani senza essere scoperti. Proprio la visione di video su questo tipo di challenge da parte di una delle due bambine ha fatto maturare il proposito di riprodurre la “sfida” ed emulare l’influencer, coinvolgendo nella condotta anche la sorellina.
La titolare dell’esercizio, al momento della riapertura pomeridiana, si sarebbe accorta della presenza delle due minori chiamando gli investigatori. Le indagini per sequestro di persona sono quindi concluse senza che sia emerso alcun elemento indiziate, e quest’Ufficio ha depositato la richiesta di archiviazione.
“La vicenda apre comunque un importante focus sul delicato tema dell’accesso da parte dei minori alle piattaforme digitali e sui rischi legati all’uso incontrollato dei social network – dicono dalla procura – (tra cui, come in questo caso, il rischio di emulazione in sfide virali che spingono i giovani a compiere azioni rischiose o addirittura lesive pur di ottenere approvazione, visualizzazioni e un senso di appartenenza alla community), aspetti di grande attualità che impongono ulteriori riflessioni sulle possibili misure di prevenzione e contenimento del fenomeno quali il differimento nella età di accesso ai media, l’incremento della sicurezza da parte dei fornitori di servizi e l’adozione di strumenti di verifica dell’età”.






Commenta con Facebook