A Niscemi il primo gesto è stato quello della fede. Quando il paese si è ritrovato improvvisamente svuotato, con interi quartieri trasformati in zone interdette e una collina che continua a raccontare la propria instabilità, la comunità ha scelto di affidarsi alla Madonna del Bosco.
La processione
Il quadro della Patrona è stato portato in processione dal Santuario alla chiesa del centro, attraversando una piazza segnata dal silenzio e dall’inquietudine. Un rito antico, carico di significato, che per molti ha rappresentato l’unico punto fermo in una realtà che improvvisamente si è sgretolata.
Il sindaco prega insieme alla sua comunità
Alla preghiera hanno partecipato cittadini di ogni età, famiglie costrette a lasciare le proprie case, anziani che ricordano frane passate e giovani che vedono il proprio futuro sospeso. Tra loro anche il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti. Un gesto che, per alcuni, assume il valore di una richiesta di protezione, per altri il segno di una sfiducia crescente verso le istituzioni, ritenute responsabili di non aver prevenuto un disastro annunciato. I segnali della fragilità del territorio, sottolineano molti residenti, erano evidenti da tempo.
“Niscemi rialzati”
Sulla facciata di un palazzo che si affaccia sulla piazza principale campeggia un lenzuolo bianco con una scritta essenziale: “Niscemi rialzati”. È l’immagine di un paese che, pur ferito, prova a reagire, mentre il municipio di fronte diventa il centro operativo di riunioni, sopralluoghi e vertici istituzionali.
L’incontro con Meloni
È qui che si è svolto l’incontro tra il sindaco e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, arrivata a Niscemi per seguire da vicino l’emergenza. La premier ha trascorso diverse ore in paese. Insieme al capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, ha sorvolato in elicottero l’area interessata dalla frana, estesa per circa quattro chilometri, e i territori colpiti dal ciclone Harry. Successivamente ha partecipato a una riunione operativa in Comune per definire gli interventi più urgenti.
Conti: “Con la presidente fatto il punto sulla situazione”
«Con la presidente del Consiglio abbiamo fatto il punto della situazione. Le abbiamo raccontato cosa sta accadendo, la portata di questa tragedia. Ci vedremo ancora per definire gli interventi necessari. Ha dato piena disponibilità. Chiediamo massima attenzione e il rispetto di una tempistica precisa. Non può accadere quanto successo dopo la frana del 1997», ha dichiarato il sindaco Massimiliano Conti al termine dell’incontro.
L’esercito degli sfollati
Il primo cittadino ha confermato che al centro del confronto ci sono state le condizioni dei circa 1.500 sfollati, «la necessità della ricollocazione di quanti non potranno rientrare nelle loro abitazioni» e la questione della viabilità. Molte strade risultano infatti inagibili, comprese alcune provinciali, contribuendo a un isolamento quasi totale del paese.
Tra fede e risposte
Quando la presidente Meloni ha lasciato il municipio, Niscemi è rimasta sospesa tra due dimensioni. Da un lato la fede, che continua a offrire conforto a una comunità provata; dall’altro l’attesa di risposte concrete, di tempi certi e di interventi capaci di restituire sicurezza e fiducia. Perché la frana ha portato via case e ricordi, ma ha soprattutto messo a nudo una fragilità più profonda, che oggi chiede di essere finalmente affrontata.






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