Bloccare immediatamente le nuove ricerche di idrocarburi  nelle province di Catania, Ragusa e Siracusa, nell’area denominata Fiume Tellaro.

E’ stato depositato il ricorso contro la Regione Siciliana e contro la Maurel et Prom Italia srl, già Panther Eureka srl, per l’annullamento del decreto 304/Gab del 5 luglio 2019 che ha concluso la procedura di Valutazione d’incidenza ambientale per l’esecuzione di indagini geofisiche preordinate alla ricerca di idrocarburi.

Lo annuncia Nicola Giudice, a nome del collegio difensivo, nominato dalle maggiori associazioni del territorio Legambiente, Zero Waste, WWF, Italia Nostra, preoccupate dai motivi illustrati dal decano degli avvocati ambientalisti circa le rilevate violazioni alle normative paesaggistiche, alla convenzione UNESCO e alle normative di tutela delle aree protette comunitarie e regionali.

Associazioni ambientaliste che rispondevano all’appello della portavoce del Forum siciliano Acqua e Beni Comuni, Antonella Leto, inaugurando, d’ora in poi, una azione unitaria.

“All’illegittimità per violazione della sospensione delle procedure e dei permessi di ricerca per l’intero territorio nazionale, ai sensi dell’art. 11 ter della L. 12/2019 che prevede infatti una moratoria sino all’adozione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PiTESAI), volto a garantire una programmazione strategica in materia energetica ed ambientale, si aggiungono altri motivi – argomenta l’avvocato del Foro di Siracusa – Felice Bonfanti, quali l’impropria frammentazione del procedimento amministrativo relativo all’intero progetto previsto dall’autorizzazione originaria, pertanto manchevole, nella sua unicità, di tutte le corrette valutazioni ambientali. In ultimo, secondo le valutazioni del prof. Enzo Di Salvatore, sono stati rilevati i profili di incostituzionalità della Legge regionale 14/2000″.

“Siamo stati costretti a battere la strada giudiziaria – denuncia Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia – ma è una estrema ratio, mentre dovrebbero essere le scelte politiche invocate pubblicamente in tema di energia rinnovabile ad indirizzare verso il rispetto di un modello economico sostenibile nel territorio del “Commissario Montalbano”, patrimonio dell’umanità”.

“Lottare contro l’arroganza dei soliti noti che hanno offeso il territorio interamente inquinato negli ultimi cinquant’anni –  è il grido del delegato WWF Franco Andaloro – indignato per le mancate bonifiche ma consapevole della straordinaria resilienza delle realtà siciliane vocate, non solo alla sostenibilità ambientate, ma anche sociale, etica e culturale”.

Il Presidente di Zero Waste Sicilia, Beniamino Ginatempo, rimarca che “la sostenibilità ambientale e dei beni comuni, tra cui il tema delle energie è essenziale, riflettono pienamente gli scopi sociali perseguiti dagli aderenti di ZWS, entusiasti dunque di aderire all’appello del Forum ABC”.

Il più antico attivista del Coordinamento nazionale No Triv, Salvatore Mauro, ha rievocato la “lotta contro le trivelle nel lontano 2012 in Val del Belice, ricordando le incoerenza e i vuoti legislativi, i conflitti di interesse mai risolti e le mancaze organizzative per i controlli”.

Unanime il coro delle Associazioni nello stigmatizzare, non solo il mancato controllo di legalità da parte della Regione siciliana, ma ancor più la rinuncia all’esercizio delle proprie prerogative politiche nelle scelte di programmazione strategica.