Catania

Bufera ispettorato lavoro Catania, gli episodi contestati ai nove indagati dal voto di scambio alle assunzioni negli ospedali

Gli episodi di presunta corruzione contestati ai nove indagati sono diversi e riguardano il Servizio XXI – Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania, con uffici ubicati in Via Battello, strauttura responsabile del controllo sulla corretta applicazione della legislazione in materia di lavoro, previdenza e sicurezza sui luoghi di lavoro a Catania e provincia.

In Sicilia la materia del lavoro e le relative attività ispettive e di vigilanza sono di competenza dell’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e, in particolare, del dipendente Dipartimento regionale del lavoro, dell’impiego, dell’orientamento, dei servizi e delle attività formative il quale, tramite il Servizio VII – Coordinamento Ispettorati territoriali del lavoro supervisiona i nove “Ispettorati territoriali del Lavoro” (I.T.L.) presenti nelle province siciliane.

 

Nello specifico, in attesa di completare gli accertamenti in corso su ulteriori procedimenti affidati all’Ispettorato di Catania, la Procura supportata dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania ritiene di aver accertato almeno quattro episodi mdi corruzione.

Una prima vicenda vede coinvolti il dirigente Amich, l’ex deputato regionale Marco Lucio Forzese e l’imprenditore Calderaro (Bar-Tabacchi) di Castel di Iudica (CT). Nell’ottobre del 2017, i tre soggetti in questione in un incontro svoltosi presso l’ufficio di AMICH occultano un fascicolo relativo al procedimento amministrativo a carico dell’imprenditore destinatario di una sanzione di oltre 6.000 euro; l’imprenditore Calderaro viene definito dal Forzese quale suo “grande elettore” e persona di fiducia in grado di garantirgli un cospicuo “pacchetto” di voti. Va sottolineato che il vincolo amicale che unisce Amich e Forzese sarebbe testimoniato dalla disponibilità palesata dall’ex deputato regionale a favorire Amich per il conferimento di incarichi presso la Regione Siciliana: in particolare, si tratta della nomina a membro della commissione di esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di consulente del lavoro della Regione Sicilia. In cambio si registra, da parte di Amich, l’assoluta disponibilità ad agevolare illecitamente gli imprenditori amici del Forzese nella definizione a loro favore dei procedimenti amministrativi in materia di lavoro.

un secondo episodio di presunta corruzione coinvolge il direttore Amich, l’attuale direttore sanitario dell’Asp di Catania, Francesco Luca, e un ingegnere, Ignazio Maugeri. Luca e Maugeri, nelle loro qualità di rappresentanti legali dell’Enaip, avrebbero chiesto indebitamente ad Amich un’attestazione di avvenuti versamenti di somme relative ad assegni familiari riconosciuti ai dipendenti dell’Enaip necessaria per fronteggiare un procedimento penale aperto nei confronti di Luca alla sede di Trapani a seguito di un’ispezione effettuata dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro trapanese nei confronti dell’Enaip e e dalla quale sono emerse violazioni penali. In cambio, Amich avrebbe chiesto e ottenuto da Luca la promessa di assumere a tempo determinato il fidanzato della figlia presso alcuni ospedali etnei.

terzo caso che l’accusa ritiene documentato vede protagonisti il direttore Amich, la funzionaria Trovato e Antonino Nicotra, ex consigliere comunale a Catania. Oggetto dell’accordo corruttivo sarebbe la definizione dell’entità delle sanzioni amministrative applicate a un call center catanese a seguito di 2 ispezioni eseguite da INPS e Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania negli anni 2014 e 2015. Amich provvede a riconoscere un’anomala decurtazione del carico sanzionatorio unitamente a una non spettante rateizzazione del pagamento; in cambio il Nicotra promette il suo appoggio politico presso la nuova giunta regionale siciliana per l’ottenimento e il mantenimento di prestigiosi incarichi dirigenziali. In più, Nicotra richiede ad Amich di trattare una pratica giunta all’Ispettorato (un esposto di un lavoratore) seguendo un iter preferenziale, lasciando intendere che il favore richiesto è utile a garantirgli la disponibilità di un costante “bacino” di voti.

infine il quarto epispodio coinvolge la responsabile dell’Ufficio Legale dell’Ispettorato del Lavoro, Rosa Maria Trovato, peraltro già gravata da precedenti giudiziari in tema di reati contro la pubblica amministrazione, l’imprenditore Orazio Emmanuele e il suo ragioniere Giovanni Patti. Nel corso di un’audizione tenuta dalla funzionaria alla presenza dei due soggetti viene concordato arbitrariamente, in dispregio dei doveri di imparzialità, trasparenza e nel pieno “mercanteggiare” della funzione pubblica, il differimento del pagamento di una sanzione amministrativa derivante da un’ispezione effettuata dai Carabinieri presso un lido gestito da Emmanuele. In quest’occasione emerge che Rosa Maria Trovato si è già prodigata per favorire l’archiviazione di ulteriori procedimenti sanzionatori a carico sia di Patti che Emmanuele originati, tra l’altro, da attività ispettive di un reparto della Guardia di Finanza e nelle quali erano state constatate violazioni in tema di lavoro irregolare. Quale utilità, è stato rilevato che la Trovato si è recata, in due occasioni, presso un vivaio dell’Emmanuele per ricevere in dono delle piante.

 

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