L’idea è venuta ai rappresentati degli studenti in Consiglio di Amministrazione dell’Università. A seguito degli effetti del ciclone mediterraneo “Harry”, che ha colpito vaste aree del Mezzogiorno e delle Isole maggiori causando criticità diffuse e ingenti danni materiali, con conseguente dichiarazione dello stato di emergenza in Calabria, Sicilia e Sardegna, sei rappresentanti della componente studentesca dell’Università di Catania – Francesco Pezzillo, Tommaso Palacino, Salvatore Bonaccorso, Giada Ventura, Simona Gulisano, Vincenzo Scandura – hanno avanzato una proposta per l’attivazione di un contributo straordinario di sostegno destinato agli studenti UniCT che abbiano subito conseguenze economiche dirette e documentabili.
Iniziativa sostenuta da diverse associazioni
L’iniziativa, sostenuta congiuntamente da diverse realtà associative attive nella comunità universitaria catanese – We Love UniCT, SOS UniCT, Azione Universitaria, ACTEA e Associazione Crediamoci – è maturata a valle di un confronto istituzionale con il Rettore dell’Università di Catania, prof. Enrico Foti, e con il Direttore dell’Area della Didattica, dott. Giuseppe Caruso, ed è stata portata all’attenzione del Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo nella seduta odierna del 29 gennaio.
Evitare che gli eventi rallentino il percorso di studi
La proposta nasce dall’esigenza di evitare che un evento meteo estremo, caratterizzato da impatti improvvisi e spesso onerosi, possa tradursi per gli studenti in un rischio concreto di rallentamento o di abbandono del percorso universitario.
Il fulcro dell’iniziativa è chiaro: non un’esenzione generalizzata, bensì l’istituzione di un contributo straordinario di 1.000 euro, destinato a tutti gli studenti UniCT che siano in grado di attestare di aver subito un danno patrimoniale diretto, concreto e oggettivamente documentabile, riconducibile al ciclone “Harry” o alla frana di Niscemi, consistito in danni materiali all’abitazione e/o all’attività commerciale o professionale del nucleo familiare.
Un segnale forte
“C’era bisogno di dare un segnale forte, e l’Amministrazione dell’Ateneo ha risposto in modo tangibile e concreto», sottolinea Francesco Pezzillo, Consigliere di Amministrazione. «La rapidità con cui, di concerto con il Magnifico Rettore e con il Direttore Caruso, si è riusciti a individuare una soluzione efficace è il segno di una nuova direzione per l’Università di Catania: lavorare per gli studenti, con gli studenti”.
Nel confronto istituzionale è stata inoltre condivisa l’esigenza di definire una procedura snella e accessibile, basata su requisiti chiari e su una verifica documentale solida ma proporzionata. «In situazioni di emergenza il tempo è una variabile determinante: la misura funziona se è rapida e non aggiunge ulteriore pressione burocratica a chi sta già affrontando una crisi familiare ed economica», evidenzia Tommaso Palacino. “L’università deve saper essere presidio di equità e continuità, soprattutto quando le priorità di una famiglia vengono stravolte da un evento improvviso”.
Un impianto semplice e veloce
Sul piano operativo, la proposta mira all’attivazione di un canale dedicato, con istruzioni univoche e tempistiche certe. “Serve un impianto semplice: istanza telematica, elenco essenziale della documentazione ammissibile e comunicazioni ufficiali tempestive», aggiunge Salvatore Bonaccorso. «Il sostegno è realmente efficace solo se chi ne ha diritto riesce ad accedervi senza ostacoli inutili”.
Le associazioni firmatarie condividono l’impostazione della misura e ribadiscono la necessità di una risposta concreta, istituzionale e immediatamente attivabile a sostegno degli studenti colpiti dagli eventi calamitosi.






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