Da un cartone animato possono nascere grandi passioni. Quando si è ragazzi e bambini, l’imitazione dei personaggi a noi cari può dar vita a sogni, divertimenti, gioia. E non c’è distanza che tenga o età che fermi la fantasia e che impedisca ad una semplice emulazione di diventare una passione o, addirittura, un vero e proprio sport. È il caso dello Street Mini 4WD, che da circa vent’anni, qui in Italia, ha catturato i cuori di molti uomini: i natali del movimento provengono da “Dash! Yonkuro”, un manga pubblicato dal 1987 al 1992 sulla storica rivista Coro Coro e che nell’89 è diventato un anime di 25 episodi, mandato in onda in Italia negli anni ’90 con il nome di “Automodelli-Mini 4WD”.

La storia è un susseguirsi di gare in percorsi fantasiosi come piramidi, labirinti e piste adatte a far correre i modelli, in cui i personaggi si lanciano in corse all’ultimo respiro con modelli super accessoriati e potenti, tali da catturare l’attenzione di migliaia di bambini sul teleschermo. Le avventure di Alan, Ciccio Sprint e dei loro amici hanno quindi stimolato la fantasia e la voglia di coloro che oggi organizzano gare e raduni nazionali, in cui appassionati di tutta Italia si sfidano a più riprese in competizioni individuali e di gruppo.

“Le Mini 4WD – ci spiega Gianfranco, 34 anni – sono automodelli in scala 1/32 che non hanno un sistema sterzante convenzionale e dunque vanno sempre dritto. Per fare cambiare direzione a una mini 4WD vengono applicate delle rotelle all’estremità dell’alettone anteriore e centrale/posteriore che permettono di indirizzare la macchina verso una direzione. Quando una mini 4WD in movimento incontra un ostacolo laterale, le rotelle guida ruotano sull’ostacolo permettendo all’automodello di curvare”. E così come l’automodello, anche le gare su strada hanno delle caratteristiche peculiari, diverse da quelle su pista: “Le gare in pista – continua a spiegare Gianfranco – sono competizioni passive: dopo aver settato l’automodello per un tracciato, il modellista non fa altro che mettere la propria mini 4WD dentro la pista e sperare di andare più veloce delle altre senza uscire di pista. Il modellista in questo caso è un semplice osservatore del proprio lavoro e non può in alcun modo intervenire durante la corsa del suo automodello. Nel caso delle corse in strada delle mini 4WD (Street Mini 4WD) il concetto di competizione cambia notevolmente: il pilota è dotato di un “bastone di guida”, proprio come nell’anime. Si tratta di una mazza simile a quella da hockey, con cui i concorrenti indirizzano la propria mini 4WD. In altre parole il concorrente deve fisicamente correre dietro alla propria mini 4WD ed essere quanto più possibile sincronizzato con i suoi movimenti. In questo modo il modellista non è più una figura passiva rispetto al proprio automodello, ma diventa un pilota e atleta in grado di controllare l’andamento della propria auto correndo assieme ad essa.

Tecnica, atleticità, coordinazione, equilibrio mentale e fisico. Questo, ma anche tanto altro rappresenta una passione che ha tutte le caratteristiche di uno sport vero e proprio: “Le mini 4WD e le corse in strada sono un modo per mettermi alla prova mentalmente e fisicamente – conclude Gianfranco –  Devo pensare a delle soluzioni teoriche che possano migliorare un automodello, implementarle e testarle in prima persona pilotando la mia auto. Sono sia il meccanico che il pilota della mia personale auto da corsa. Inoltre, con le mini 4WD, ho conosciuto alcuni dei miei migliori amici, perché l’aggregazione è uno degli scopi principali dei raduni che organizziamo. Ci mettiamo tutti alla prova e la sfida non è solo tra noi corridori ma soprattutto contro noi stessi. Non si vince solo se si è più veloci”.

Chi si avvicina al mondo delle mini 4WD scopre un nuovo modo di fare automodellismo. Un modo più vivo, animato, passionale: “La causa motrice è una forte attrazione, un sentimento impetuoso, che nasce dal desiderio di provare qualcosa di nuovo – dice Riccardo, 36 anni – È una passione legata sicuramente alla passione del modellismo e nel mio caso nasce dal passato, interpreta quelle che sono passioni e sentimenti di quando ero ragazzino, immaginando di emulare i miei personaggi preferiti e divertirmi come loro. Quando corro mi sento un tutt’uno con la mia Mini 4WD: non è una macchinina inanimata. Un pilota sceglie una determinata Mini 4WD – continua Riccardo – perché ha delle caratteristiche che lo rispecchiano, la realizza a suo modo perché è un’espressione del proprio carattere. Chi pratica automodellismo, in altre forme, scoprirebbe qualcosa di unico. Il pilota che la guida non è passivo, partecipa con lei. Dalla sua prestazione dipende quella del suo miniveicolo e viceversa. È una fusione di anime, molto di più di una semplice corsa”.

“Lo “Street Mini 4WD” – ci racconta invece Claudio, 32 anni – richiede il connubio tra caratteristiche apparentemente opposte: l’attitudine alla pratica sportiva e l’abilità modellistica necessaria a preparare al meglio questi modelli di auto in scala 1:32. A queste si aggiungono le capacità coordinative della guida e il senso di gara, caratteristiche che rendono la pratica di questo sport simile ad altri, quali il ciclismo o il pattinaggio amatoriali, nei quali l’atleta veste anche i panni di meccanico, investendo una buona parte proprio del tempo e risorse nella cura e settaggio dell’attrezzatura da gara. Pratico questo sport da più di 20 anni, sin dall’adolescenza. Ad esso sono collegati tantissimi eventi significativi della mia crescita. Una parte dei compagni di squadra di 20 anni fa sono ancora oggi amici con i quali ho il piacere di trascorrere del tempo, nonostante le distanze geografiche e gli impegni di lavoro. Inoltre, non escludo che la pratica di questo sport abbia influenzato positivamente lo sviluppo di abilità manuali che oggi applico nella pratica lavorativa e senza dubbio ha sostenuto la mia passione per lo sport e il mondo del fitness. A chi vuole avvicinarsi a questo mondo – chiosa Claudio – dico di non avere paura di sperimentare ciò che apparentemente sembra insolito. Le gare di mini 4wd sono un mondo complesso nel quale ciascuno di noi trova la propria dimensione. Alcuni prediligeranno l’aspetto modellistico, altri quello fisico. Anche tra i corridori, ciascuno poi tende a specializzarsi su un tipo di tracciato (rettilinei, curve, tecnici con cambi rapidi di direzione, gare di resistenza) e sviluppa uno stile di guida personale, esattamente come avviene in altri sport affini”.

E perché non vederlo addirittura con i propri occhi? Sabato 22 aprile, in provincia di Milano, si terrà il XIII raduno nazionale: un’intera giornata di gare avvincenti, su percorsi irti di difficoltà, all’interno delle quali si sfideranno corridori provenienti da tutta Italia. Maggiori informazioni possono essere recuperate tramite la pagina Facebook (https://www.facebook.com/mini4wdstreet/).

Una dimensione nuova. Un pianeta affascinate. Anche per chi già pensa di conoscere il modellismo in ogni sua forma.