A Catania di moda la “truffa della strisciata”. Dopo la truffa dello specchietto rotto, ecco che nella capoluogo etneo arriva un altro modo per raggirare gli automobilisti da parte di furfanti seriali. E la fantasia si spreca.

A raccontare la propria esperienza è un pediatra catanese che si è ritrovato a fronteggiare un caso di tentativo di truffa in piena regola, organizzata nei minimi dettagli. A tentare il raggiro sarebbe un famiglia composta da padre, moglie e figlio al seguito.

“Ero in fila al Tondo Gioeni, con la “Yaris” di mia figlia – racconta il medico catanese -, quando ho sentito un lieve tonfo provenire dalla parte di destra del mezzo. Si procedeva a passo d’uomo e a quel punto il conducente di una fiammante “Mini Cooper” blu mi ha affiancato e con accento romanesco mi ha detto: “Non vedi che mi hai tamponato? Accosta”…”. L’uomo quindi si ferma. “Vedendo che era in compagnia di una donna e di un bimbo di 4-5 anni – prosegue – non ho avuto esitazioni. E mi sono fermato. Ho notato, in effetti, che nella mia auto c’era una “strisciata” del colore del mezzo della presunta vittima, ma il dubbio che si trattava di una truffa mi è sorto quando l’uomo mi ha fatto vedere il danno che avrei provocato: una notevole ammaccatura al paraurti. Gli ho detto che era impossibile che io avessi determinato quel danno ed è stato a quel punto che l’uomo, il quale suppongo avesse “colorato” la mia auto con una sorta di tampone, è diventato aggressivo. Sono certo che se non avessi avuto il fisico da ex pallanotista quale sono, mi avrebbe colpito».

La discussione quindi prende una brutta piega tanto che il medico decide di chiamare i carabinieri. “Lui mi ha sputato ed è fuggito a fari spenti – racconta -. Sporgerò denuncia e mi auguro che lo rintraccino”.