Arrivano dalla Regione 850mila euro per i lavori di ammodernamento dell’area archeologica di Santa Venera al Pozzo, ad Aci Catena in provincia di Catania. Gli interventi inizieranno nei prossimi giorni e consentiranno il miglioramento degli standard qualitativi del sito che rappresenta il cuore del Parco archeologico della Valle dell’Aci, di recente costituzione.

Tra le principali opere da realizzare è prevista quella al servizio del “Teatro di pietra”, il moderno impianto all’aperto che consentirà di ospitare eventi e spettacoli culturali. Quindi la manutenzione del piccolo Antiquarium che espone i reperti archeologici provenienti dagli scavi del sito. Saranno poi completati i percorsi di visita e riqualificate tutte le aree, agricole e a verde, di circa nove ettari, in cui sono immersi i resti archeologici di età greca e romana e la piccola chiesa dedicata al culto di Santa Venera. Le risorse finanziarie utilizzate provengono dal Po Fesr 2014-2020.

Per consentire al meglio la realizzazione dei lavori, l’area archeologica sarà temporaneamente chiusa al pubblico e il personale di custodia verrà utilizzato temporaneamente a Catania per consentire l’apertura – dal martedì al sabato, di mattina e di pomeriggio – dell’Anfiteatro romano di piazza Stesicoro.

“I luoghi di cultura – dice il presidente Musumeci – devono assumere non solo il ruolo di custodi della memoria, ma anche di luoghi di aggregazione. Stiamo andando in questa direzione”. Il numero dei visitatori dei siti culturali nell’Isola ha registrato un trend positivo: da un milione e 900mila visitatori del 2014 si è passati ai 5milioni del 2018 e con un 2019 che già registra un ulteriore incremento.

“Un risultato che ci incoraggia – continua il governatore – e che ci lascia ben sperare soprattutto alla luce dell’istituzione dei nuovi Parchi archeologici regionali, che sono dotati di autonomia gestionale e amministrativa che consentirà loro di mantenere sul territorio gli introiti e destinarli a ricerca, scavi, migliorie dei siti e investimenti. Il quadro si completa con l’attenzione verso la tutela del ricco patrimonio culturale dell’Isola, che si concretizza anche con la messa in sicurezza dei siti a torto considerati minori e che, con opportuni interventi di recupero e restauro, saranno restituiti alla pubblica fruizione. Una grande sfida ci aspetta nella convinzione che coniugare il concetto di beni culturali al concetto di sviluppo può e deve essere il binomio vincente per la rigenerazione della Sicilia nel segno di un nuovo governo della cultura”.