Una grande festa che ha avuto come protagonista la vera speranza per i giovani. Questo è stato l’incontro di Catania, sede dell’unico ispettorato salesiano del Sud insieme a Napoli, con il rettor maggiore don Fabio Attard, che ha tenuto, nel cortile dell’Istituto San Francesco di Sales di Cibali, una lectio magistralis dal titolo Chiamati a essere speranza, in cui ha voluto indicare il cammino a quei giovani meridionali troppo spesso costretti a scegliere tra emigrazione ed economie illegali.

La manifestazione, condotta da Salvo La Rosa e con la partecipazione di oltre mille persone, ha visto la partecipazione del presidente della Regione Renato Schifani, del sindaco di Catania Enrico Trantino, che ha conferito ad Attard la cittadinanza onoraria, dell’arcivescovo Luigi Renna e di numerose altre personalità, ringraziate nel suo discorso di saluto, dal capo dell’Ispettorato dei Salesiani in Sicilia, don Domenico Saraniti.

Il rettore maggiore dei salesiani

Il rettore Maggiore dei salesiani Don Franco Attard a Catania

“Noi salesiani di don Bosco – ha sottolineato Attard nel suo discorso – nel nostro Dna abbiamo questa naturale tensione, cioè quella di riuscire a incontrare i giovani laddove si trovano”.

Il Rettor maggiore ha affrontato il tema dell’emergenza educativa ai giorni nostri: “Una società che si limita semplicemente a offrire ai giovani spazi e esperienze dove il desiderio va semplicemente appagato, senza la capacità di essere educato e maturato, finisce per consumare la giovinezza facendole perdere la capacità di essere generativa di un futuro promettente e dignitoso”.

Così, rivolgendosi ai salesiani, chiamati a promuovere le basi delle vere alleanze educative e pastorali, ha affermato che “quella di oggi è una generazione di giovani buoni e sinceri, ma che, nel nome di una falsa concezione della libertà e con la scusa che non bisogna condizionarli, abbiamo lasciata senza mappe, senza cibo e senza acqua nel bel mezzo del deserto delle nostre città”.

Nel nome dell’esperienza di Don Bosco

Attard si è dunque richiamato all’esperienza di don Bosco, secondo il quale quello dei giovani “è un cuore che nel presente sogna sempre il futuro, che ingloba tutti i contesti e tutte le culture dei giovani di ieri come quelli di oggi”.

“È imperativo dunque – ha affermato – costruire e sostenere processi educativi che preparano al mondo del lavoro, formare giovani per il bene della società a livello sociale e politico”.

Quei giovani che don Bosco definiva “la porzione più delicata e più preziosa dell’umana società”.

Per Attard, sono loro che “in vari modi e con grida diverse, ci chiedono oggi di aiutarli a costruire il domani e porci come pellegrini con loro e per loro. È questa la missione più urgente e la scelta più nobile che, insieme, possiamo e dobbiamo assumere”.

Il pensiero alla città di Catania

Le ultime parole del messaggio dell’undicesimo successore di don Bosco sono state per Catania e la sua realtà: “Auguro a questa città, alle sue istituzioni civili e religiose, alle varie Ong di avere il coraggio della speranza, perché possiate offrire, tutti insieme, ai giovani, proposte, percorsi che mostrino segni certi di un futuro dignitoso”.

Schifani “Condividere con i fatti la missione di Don Bosco”

Guardando da sinistra Don Domenica Saraniti, il Presidente Schifani e Don Fabio Attard

“Essere qui tra voi significa anche condividere la missione di san Giovanni Bosco, il progetto educativo del fondatore dei Salesiani che scelse di donarsi ai più piccoli, coltivando la loro capacità di amare e di compiere sempre il bene, allo scopo di formare onesti cittadini e buoni cristiani”.

Sono le parole che il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha voluto rivolgere a tutta la comunità salesiana riunita a Catania per accogliere il rettor maggiore don Fabio Attard, successore di don Bosco.

Nel suo intervento di saluto, Schifani ha sottolineato l’impegno del governo in favore delle fasce deboli della popolazione e dei più piccoli.

Azioni concrete

“Stiamo mettendo in atto – ha detto – azioni concrete per contrastare la povertà sociale e il disagio giovanile, sostenendo i ragazzi e le famiglie, intervenendo nelle periferie dove e alto il tasso di povertà educativa. Stiamo rilanciando e rafforzando il ruolo degli oratori siciliani, spazi che devono continuare ad essere luoghi di aggregazione e di socializzazione, dove i piccoli possano sentirsi sicuri e amati”.

“Lo sport, svolto nei cortili delle scuole, nelle palestre delle associazioni, nei campi dell’oratorio – ha aggiunto – è la chiave per trasmettere ai giovanissimi valori sani e, in molti casi, una via di accesso a un percorso di vita alternativo a quello della violenza e della devianza. Ecco perché, fin dall’inizio della legislatura, abbiamo voluto introdurre i voucher per incentivare la partecipazione ad attività sportive dei ragazzi appartenenti a famiglie a basso reddito. Sono oltre un migliaio le società e le associazioni dilettantistiche siciliane, che anche quest’anno aderiscono all’iniziativa che, nel 2024, ha consentito a oltre 16 mila giovani di praticare attività sportiva. Una misura di cui sono orgoglioso”.

La spesa sociale

Altro punto fondamentale dell’azione di governo è la spesa per il sociale. “Nella manovra finanziaria in discussione all’Ars – ha sottolineato Schifani – abbiamo stanziato altri 10 milioni di euro per il “Contributo di solidarietà” in favore delle famiglie in difficoltà economiche, che si aggiungono ai 31 milioni di euro già previsti e distribuiti a circa 8 mila nuclei familiari. Abbiamo, inoltre, rifinanziato con 8 milioni di euro la cosiddetta legge sulla povertà, per sostenere gli enti del terzo settore nel contrasto all’emergenza alimentare e abitativa. E oggi assumiamo anche un altro impegno, finanziare il progetto di ripresa della formazione professionale della storica casa salesiana delle Salette, nel quartiere popolare di San Cristoforo, qui a Catania. Su questo c’è l’impegno del presidente della Regione”.

“Infine – ha concluso Schifani – una parte degli oltre 2 miliardi risultanti dall’avanzo di amministrazione, frutto di una lunga, virtuosa e coraggiosa attività di governo, il prossimo anno, appena la Corte dei conti procederà con la parifica, verrà destinata alla spesa per il sociale”.