Dopo le frizioni a livello nazionale fra l’ala renziana e la minoranza del partito, anche il Pd catanese si spacca in vista del referendum abrogativo del prossimo 17 aprile sulle trivellazioni in mare. Demosì, l’associazione dei democratici siciliani nata nel capoluogo etneo che fa capo ad Angelo Villari, Concetta Raia e Luisa Albanella ( che a livello regionale sono fedelissimi dell’assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici) ha incontrato la base per ribadire l’importanza di andare a votare.

“Sul referendum è importantissimo che si lanci l’appello al ‘dovere del voto’ – ha esordito il presidente di Demosì Angelo Villari –lo dobbiamo soprattutto a quella parte dell’elettorato che ha una tradizione di impegno civile che il prossimo 17 aprile andrà comunque a votare”.

“Riteniamo che non andare sia controproducente, un rischio che la nostra democrazia non può permettersi perché significa alimentare la disaffezione che oggi già c’è al voto, l’astensionismo che già supera il cinquanta per cento” .

“ Io voterò sì, lo penso e lo dico da cittadino, ma l’impegno più importante è quello di andare a votare a prescindere dalla posizione che dentro l’urna si vogli assumere”.

“C’è poi un secondo aspetto – aggiunge Villari – che è legato alla campagna di informazione, che riteniamo non sia stata fatta adeguatamente. Nessuno dice che questo sia ‘il referendum dei referendum’ ma la vittoria del ‘sì’, per chi come noi da sempre si batte per una politica ambientale che incentivi energie rinnovabili e alternative, significherebbe rendere più forte e determinata la nostra battaglia. E allora, questo referendum sì che diventa un messaggio politico forte”.

Il gruppo si è anche confrontato anche e sulle stepchild adoptions esprimendo una posizione chiara. Sull’argomento sono intervenuti ieri, tra gli altri, Jacopo Torrisi , Pierangelo Spadaro, e Giusy Pedalino,
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“Si è giocato sulla pelle dei minori – ha dichiarato Torrisi – la norma, così come è passata lascia un vulnus gravissimo sulla parità di trattamento, noi come associazione lanciamo un appello perché il Governo riprenda il prima possibile la questione”.

E’ stata fatta molta confusione – ha sottolineato Giovanni Caloggero – sono state veicolate notizie fuorvianti. Nel testo Cirinnà non si parla di utero in affitto o di gravidanze surrogate, ma solo della possibilità di adottare il figlio naturale del compagno o compagna in caso di premorienza, il che traduce la norma semplicemente in una tutela garantita ai diritti successori, di assistenza, del sostentamento agli studi, la sanità. A nostro avviso il partito democratico deve far sua, con ancora più forza e determinazione, questa battaglia di civiltà”.

“Quella sulle unioni civili è senz’altro una norma che rappresenta un passo avanti per il nostro Paese– hanno commentato Concetta Raia e Luisa Albanella –lo stralcio della stepchild adoption, è stata sicuramente un’occasione sprecata ma auspichiamo che il Governo vi ponga subito rimedio”. “Siamo convinte– ha concluso Raia– che si debba rimettere mano più in generale all’intera materia delle adozioni”.