E’ partito da Sigonella ed a Sig9nella è ritornato. Per due giorni di seguito un drone Triton a pilotaggio remoto partito e guidato dalla base siciliana attraverso un collegamento satellitare gestito probabilmente anche grazie al sistema di antenne Muos, ha pattugliato per circa 3 ore il golfo Persico.

Le missioni dei droni

Non sarebbe una cosa insolita visto che le missioni di controllo mdi quell’area partono spesso da Sigonella ma stavolta si registrano almeno due anomalie. Il drone della Us Navy, rileva Italmiradar, una piattaforma indipendente di informazione sui voli nei cieli del mondo, ha operato con il traspo0nder spento dopo essere arrivato nella zona di sorvolo intorno al Golfo Persico. Il sistema di rilevamento è stato spento all’arrivo nell’area settentrionale del golfo quindi nella medesima zona di ricerche del caccia F – 15 americano abbattuto.

L’assetto tattico

Di solito l’assetto tattico di questi droni non prevede che il trasponder venga spento. Le missioni, inoltre, si concentrano sulla parte Sud del Golfo Persico dove esistono obiettivi da monitorare.

Il drone Triton ha eseguito la medesima missione di controllo e ricerca con il trasponder spento per tre ore per due giorni consecutivi.

L’ipotesi è che sia stato proprio questo mezzo a rintracciare il segnale del pilota abbattuto che è stato, infine, recuperato dalle forze speciali statunitensi nella notte fra sabato e domenica.

Nessuna conferma ufficiale

Naturalmente non esiste nessuna conferma ufficiale ma le probabilità sono alte. La prima missione, infatti è partita dopo che venerdì 3 aprile un F-15E Strike Eagle era stato abbattuto durante le operazioni in Iran. Uno dei due membri dell’equipaggio era stato recuperato rapidamente, in pieno giorno. Il secondo era rimasto disperso quasi 48 ore in area montuosa e, secondo le informazioni, nell’area erano in corso attività Pasdaran.

Proprio in queste 48 ore si sono svolte le missioni del drone parallelamente alle operazioni di copertura area della missione di ricerca e recupero