Mentre si avvicina la data dell’udienza nell’ambito del procedimento sulla ristrutturazione del debito della Tecnis, fissata per il 22 febbraio, la Fillea Cgil Sicilia, con il segretario generale Franco Tarantino, denuncia “il totale silenzio del governo regionale e del Ministero dello sviluppo economico su una vicenda che potrebbe avere pesanti ripercussioni su opere importanti per la Sicilia e sul destino di 400 lavoratori”.

La questione è se per l’azienda si aprirà o meno la strada del fallimento o, se si verrà a capo della situazione debitoria, della riorganizzazione e le soluzioni che saranno adottate nell’uno o nell’altro caso per fare salve opere e lavoratori. E’ su questo che il sindacato sollecita il massimo della vigilanza da parte delle istituzioni. L’ultimo incontro al Mise è stato a gennaio.

“Dopo è venuto il silenzio- afferma Tarantino- che si aggiunge a quello incomprensibile della Regione”. La Fillea chiede al governo regionale di “non tardare, una volta esperite le procedure giudiziarie, a esprimere il proprio punto di vista. Ci sono in itinere in Sicilia- afferma Tarantino- opere per 1 miliardo come l’anello ferroviario di Palermo o la Nord- Sud che non si sa al momento che fine faranno. Ci sono anche opere che aspettano di essere completate ma che sono state definanziate e che vedevano il coinvolgimento della Tecnis. Il punto è – conclude il segretario della Fillea- non lasciare che il destino di importanti infrastrutture e di tanti lavoratori venga travolto da vicende che non hanno contribuito a determinare”.

Intanto non si placa a Catania la protesta dei lavoratori della Tecnis che in gran numero, insieme a rappresentanti sindacali, hanno manifestato il loro dissenso davanti la sede etnea dell’azienda coinvolta in un vero e proprio terremoto giudiziario che ne ha colpito i vertici.