Una scossa di terremoto ha svegliato i catanesi in maniera traumatica poco dopo le 7 del mattino. La terra ha tremato per la prima volta alle 7,05. L’Istituto mdi geofisica e Vulcanologia ha rilevato una scossa di intensità 4.5 della scala Richter avvenuta ad una profondità abbastanza superficiale e per questo avvertita in modo intenso.

La scossa è stata localizzata ad una profondità di soli 4 chilometri sotto la crosta terrestre in territorio comunale di Ragalna, 3 chilometri a nord del centro abitato. La scossa è stata avvertita da larga parte della popolazione perché l’area è densamente abitata. Basti pensare che Catania si trova a 22 chilometri come anche Acireale ma nell’area di 10 chilometri dalla zona del sisma sorgono anche Biancavilla, Santa Maria di Licodia, Adrano, Balpasso, Paternò e Nicolosi.

Nell’area di sorveglianza stabilita dai perimetri Ingv sorgono, complessivamente, altri 22 comuni di rilievo.

Una seconda scossa

Una seconda scossa, di intensità minore, si è verificata meno di tre minuti dopo ed esattamente è stata rilevata alle 7,07 e 58 secondi. Si è trattato di un sisma di intensità dimezzata, valutato in 2.7 della medesima scala Richter ma stavolta ad una profondità ancora minore, di 2 chilometri sotto la crosta terrestre.

Scuole chiuse

Non si registrano, al momento, danni alle personae ne alle cose ma come misura prudenziale il sindaco di Catania Enrico Trantino ha deciso la chiusura immediata delle scuole e la sospensione delle attività didattiche. Lo ha annunciato con un video sui social proprio immediatamente dopo aver predisposto l’ordinanza. La decisione è stata assunta per verificare la situazione degli immobili scolastici ed evitare per pericoli per bambini e ragazzi oltre che per gli insegnanti.

Molti dei circa trenta comuni della provincia di Catania che si trovano nell’area del terremoto stanno adottando ordinanze analoghe per procedere alle verifiche degli edifici ma anche per tentare di limitare, in queste ore, la mobilità dei cittadini.