Un riconoscimento al dialogo interculturale, alla pace e alla fratellanza tra i popoli. La Sicilia e il Marocco unite da una storia millenaria nel cuore del Mediterraneo.
S.E. Maryem Nassif, Console Generale del Regno del Marocco a Palermo, ha ricevuto il Premio Pantheon 2026 nell’ambito della seconda edizione della manifestazione «Via Crucis per le vittime di mafia», celebrata il 2 novembre nella Chiesa di San Domenico a Palermo, luogo di particolare valore storico e civile per la Sicilia.
Il riconoscimento le è stato conferito dai familiari delle vittime di mafia con la seguente motivazione:
«Per il costante e prezioso impegno profuso nella promozione dell’integrazione culturale e dei valori universali di pace e fratellanza».
La manifestazione è stata promossa dall’Associazione per onorare la memoria dei caduti nella lotta contro la mafia, presieduta dal Senatore Carmine Mancuso, e dall’Associazione Teatro Nuovo di Palermo, diretta da Silvana Di Salvo e Paride Zappalà, in collaborazione con i Frati Domenicani.
Nel suo intervento, S.E. Maryem Nassif ha espresso profonda gratitudine per il riconoscimento, sottolineando il valore universale della memoria e il suo legame con la giustizia, la dignità umana e la responsabilità verso le nuove generazioni.
Particolarmente significativo il riferimento alla storia condivisa tra la Sicilia e il Marocco, attraverso la figura di Muhammad al-Idrisi, geografo di origine marocchina che nel 1154 realizzò a Palermo, alla corte di Ruggero II, la celebre Tabula Rogeriana, una delle più importanti opere cartografiche del Medioevo.
La Console Generale ha inoltre richiamato le molteplici componenti culturali che costituiscono l’identità marocchina – africana, araba, amazigh, andalusa, ebraica e mediterranea – indicando nella pace, nella tolleranza e nel dialogo tra culture e religioni valori fondamentali.
«Le civiltà crescono quando si incontrano, si rispettano e si arricchiscono reciprocamente, anziché scontrarsi», ha affermato nel corso del suo intervento.
La Console Generale ha voluto dedicare il riconoscimento a tutte le persone che operano per avvicinare i popoli e le culture, riservando un pensiero speciale alla comunità marocchina residente in Sicilia, per il suo contributo alla vita economica, sociale e culturale del territorio.
Il Premio Pantheon 2026 assume così un significato che supera la dimensione individuale: rappresenta un riconoscimento al valore della diplomazia culturale, della cooperazione e della costruzione di relazioni fondate sul rispetto reciproco.
La Sicilia e il Marocco, legati da secoli di incontri, scambi e contaminazioni culturali, continuano a rappresentare due realtà profondamente connesse nello spazio mediterraneo.
«La memoria custodisce il passato, la cultura costruisce il dialogo, la pace indica la strada del futuro».
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