«Dispiace per il triste epilogo che in questi giorni ha segnato la conclusione dell’esperienza amministrativa di Aci Catena. Quando un sindaco viene sfiduciato dal Consiglio comunale, nel quale siedono anche i consiglieri della maggioranza che lo aveva sostenuto, è evidente che si sia determinato un vero e proprio cortocircuito politico.
È venuto meno il rapporto fiduciario, non solo sul piano istituzionale, ma, ritengo, anche sotto il profilo umano e personale. Ad Aci Catena i numeri parlano chiaro: dodici consiglieri comunali su sedici hanno votato la sfiducia, certificando la rottura definitiva di un percorso politico e amministrativo che avrebbe dovuto dare attuazione al programma presentato ai cittadini. La fragilità dell’azione di governo è da ricondurre alla responsabilità politica del sindaco, incapace di imprimere una strategia chiara e una visione amministrativa coerente.
Una condizione che ha finito per mortificare anche l’impegno dei singoli assessori, spesso chiamati a lavorare con dedizione e senso delle istituzioni, ma inevitabilmente penalizzati da continui cambi di rotta, da equilibri politici instabili e dalla costante ricerca, da parte del primo cittadino, di nuove collocazioni politiche. I cittadini catenoti hanno pagato il prezzo di questa instabilità, subendo una discontinuità nell’azione amministrativa che ha inevitabilmente inciso sulla qualità dei servizi essenziali e sulla capacità del Comune di programmare il proprio futuro. La fase transitoria che si apre richiede oggi un commissario straordinario di grande esperienza amministrativa, autorevolezza ed equilibrio istituzionale, una figura realmente terza rispetto al confronto politico già in fermento, capace di riordinare la macchina comunale e accompagnare l’ente fino alla prossima tornata elettorale. C’è ancora un anno di amministrazione da garantire e la comunità di Aci Catena non può essere lasciata nel limbo».
Lo dichiara il deputato regionale on. Santo Primavera.
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