Tre giorni di stop totale all’aeroporto di Catania-Fontanarossa, dal 26 al 28 settembre, a causa della cenere vulcanica. La chiusura degli spazi aerei C1 e B3 ha provocato la cancellazione e il dirottamento di numerosi voli verso Palermo e Trapani, con pesanti disagi per migliaia di passeggeri.

Una situazione che, secondo il Comitato di Difesa e Sviluppo dell’Aeroporto degli Iblei, evidenzia ancora una volta la fragilità di un sistema aeroportuale che, negli anni, ha concentrato gli investimenti su un unico scalo, trascurando Comiso, considerato l’unica alternativa strutturale già esistente nella Sicilia sud-orientale.


Il Comitato critica la gestione dell’emergenza e l’assenza di un adeguato coordinamento nell’assistenza ai passeggeri. «In un mondo normale aeroporto e compagnie aeree fanno a gara per assistere il passeggero. Qui fanno a gara per scaricarsi le responsabilità», sottolinea, evidenziando come le comunicazioni relative ai voli dirottati siano arrivate, in alcuni casi, poche ore prima della partenza, senza un adeguato supporto per raggiungere gli scali alternativi.

Particolarmente critico il caso dei passeggeri informati alle 6 del mattino che il proprio volo sarebbe partito alle 9 da Trapani. Una situazione che, secondo il Comitato, ha aggravato i disagi, anche in assenza di collegamenti terrestri adeguati e di servizi di trasporto organizzati per raggiungere gli aeroporti di destinazione.


Nel documento, il Comitato punta il dito contro la gestione complessiva del sistema dei trasporti siciliano, chiamando in causa la società di gestione SAC, le compagnie aeree, la Regione e il Ministero. Una serie di responsabilità che, a suo giudizio, rischia di compromettere ulteriormente l’immagine della Sicilia e la fiducia dei viaggiatori.

Al centro delle contestazioni c’è soprattutto il mancato potenziamento dell’aeroporto di Comiso, che, secondo il Comitato, aveva già dimostrato durante la prima fase emergenziale di agosto di poter svolgere un importante ruolo di supporto e di contribuire a contenere i disagi causati dalle criticità di Fontanarossa. Gli interventi promessi in quell’occasione, tuttavia, non sarebbero stati ancora realizzati.


Il Comitato evidenzia inoltre come, nei giorni scorsi, a Palazzo d’Orléans si sia tenuta una riunione dedicata allo sviluppo dell’area cargo di Comiso, con investimenti previsti per 62 milioni di euro, senza affrontare, secondo quanto denunciato, le questioni relative al potenziamento delle aree di sosta per gli aeromobili destinati al traffico passeggeri, all’operatività h24 e ai servizi essenziali.

Una scelta che, secondo il Comitato, confermerebbe la scarsa attenzione riservata allo sviluppo dello scalo casmeneo, nonostante la sua rilevanza strategica per l’intero territorio. La mancata valorizzazione di Comiso, infatti, avrebbe ripercussioni non soltanto sulla provincia di Ragusa, ma anche su Agrigento, Siracusa e Messina, territori che fanno riferimento a Fontanarossa e che, in caso di emergenza, potrebbero beneficiare della presenza di uno scalo alternativo.


Nel documento non mancano le critiche alla classe politica provinciale. Il Comitato richiama l’attenzione sul ruolo del senatore che, in passato, aveva denunciato le carenze dello scalo casmeneo, ma che, secondo l’associazione, sarebbe successivamente uscito dal dibattito. Viene inoltre chiamata in causa la presidente del Libero Consorzio comunale di Ragusa, che ha delegato l’avvocato Giuseppe Alfano nel Consiglio di amministrazione della SAC, senza che, secondo il Comitato, siano state finora avanzate proposte concrete per Comiso.


Le osservazioni riguardano anche gli amministratori locali, a partire dal sindaco di Modica, delegato provinciale al Turismo, e dal sindaco di Ragusa, promotore della DMO Enjoy Barocco, fino agli altri primi cittadini iblei. Il Comitato contesta la mancata valorizzazione dell’aeroporto nell’ambito delle strategie di promozione turistica del territorio, considerandolo una delle principali porte d’accesso alla destinazione Ragusa.

Alla luce delle criticità emerse, il Comitato chiede un incontro urgente con il presidente della Regione Siciliana, da organizzare insieme agli stakeholder che condividono il percorso di difesa e sviluppo dello scalo. L’obiettivo è affrontare le problematiche e individuare soluzioni concrete per rafforzare il ruolo dell’aeroporto di Comiso nel sistema dei trasporti regionale.


Due, in particolare, le richieste avanzate. La prima riguarda l’attuazione immediata degli interventi annunciati ad agosto, a cominciare dalla realizzazione di un deposito carburante, ritenuto indispensabile per garantire maggiore autonomia operativa e sostenere l’incremento degli stalli aeromobili. Senza un’infrastruttura dedicata, secondo il Comitato, lo scalo rimarrebbe dipendente dai rifornimenti esterni, con costi e limitazioni che ne condizionerebbero la competitività.

La seconda richiesta riguarda l’aumento degli stalli per gli aeromobili ad almeno dieci unità entro Natale. Un intervento considerato essenziale per consentire a Comiso di accogliere eventuali voli dirottati e di garantire un’effettiva funzione alternativa a Fontanarossa durante le emergenze legate all’attività vulcanica.


Infine, il Comitato sollecita l’avvio di una campagna di comunicazione rivolta ai viaggiatori e agli operatori turistici, con l’obiettivo di valorizzare l’aeroporto di Comiso-Ragusa e presentarlo come una porta d’accesso strategica per il Sud-Est della Sicilia.

«Come al solito, prima facciamo i secchi e poi i pozzi», conclude il Comitato, che chiede interventi tempestivi per evitare che le criticità del sistema aeroportuale continuino a compromettere i collegamenti e l’immagine dell’intero territorio siciliano.

Il Comitato di Difesa e Sviluppo dell’Aeroporto degli Iblei

Luogo: Aeroporto Pio La Torre ” Ciao miso-Ragusa”, Strada Provinciale 5 (SP5), 97013 Comiso (RG), COMISO, RAGUSA, SICILIA

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