«Il Parlamento siciliano ha oggi l’occasione di correggere una scelta che rischia di escludere dalla programmazione agricola regionale la stragrande maggioranza delle imprese agricole dell’Isola. Per questo il gruppo Mpa-Grande Sicilia esprime pieno sostegno alla mozione sul bando SRD01 e rinnova le forti perplessità già manifestate nei mesi scorsi attraverso atti parlamentari e iniziative pubbliche».
Lo ha dichiarato in aula il deputato regionale di Mpa-Grande Sicilia, Giuseppe Lombardo, intervenendo nel dibattito parlamentare dedicato alla misura SRD01 del Complemento per lo Sviluppo Rurale della Sicilia.
«La nostra posizione non nasce oggi. Abbiamo presentato un’interpellanza che, ad oggi, non ha ancora ricevuto risposta e abbiamo più volte evidenziato le criticità di un bando che si discosta significativamente dalle indicazioni contenute nel Complemento di Programmazione per lo Sviluppo Rurale 2023-2027. Il criterio C08 prevede infatti una soglia minima di investimento pari a 20 mila euro, individuata proprio per evitare eccessivi oneri amministrativi e garantire la sostenibilità degli interventi. In Sicilia, invece, si è deciso di elevare quella soglia a 250 mila euro».
Per Lombardo si tratta di una scelta senza precedenti nel panorama nazionale: «La Sicilia è l’unica regione italiana ad avere fissato una soglia minima di investimento dodici volte e mezzo superiore rispetto a quella prevista dal CSR. Calabria, Campania, Basilicata, Puglia, Toscana, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia hanno mantenuto parametri molto più vicini alle indicazioni originarie. È legittimo chiedersi per quale ragione la Sicilia abbia scelto una strada completamente diversa».
Secondo il deputato autonomista, la conseguenza più evidente è l’esclusione delle piccole e medie aziende agricole: «Parliamo di una regione nella quale la superficie agricola media aziendale si attesta intorno ai cinque o sei ettari, circa la metà della media nazionale. Con queste condizioni, la platea dei beneficiari si restringe inevitabilmente alle grandi imprese agricole e commerciali, mentre circa l’80% delle aziende siciliane resta escluso ancora prima di presentare domanda».
Lombardo evidenzia inoltre ulteriori elementi di criticità presenti nel bando: «Alla soglia minima di investimento si aggiungono altri criteri fortemente selettivi. Penso, ad esempio, all’obbligo di attestazione bancaria per certificare la solidità economica delle imprese, mentre in altre regioni è stato ritenuto sufficiente l’esame dei bilanci aziendali degli ultimi tre anni. A ciò si aggiungono tempi estremamente ristretti: un bando con una finestra di appena tre mesi, prorogata soltanto di dieci giorni, che richiede una mole considerevole di documentazione tecnica, amministrativa e autorizzativa».
«È evidente – prosegue il deputato autonomista – che ottenere nulla osta, autorizzazioni e titoli edilizi necessari per alcuni interventi richiede tempi incompatibili con quelli fissati dal bando. Si crea così un ulteriore ostacolo all’accesso delle imprese agricole, soprattutto quelle di dimensioni minori».
Il parlamentare richiama infine l’attenzione sui ritardi accumulati nelle precedenti misure: «Mentre discutiamo dell’SRD01, esistono ancora migliaia di aziende in attesa di risposte sulla sottomisura 4.1 della precedente programmazione. La graduatoria è stata pubblicata soltanto alla fine del 2025 e oltre 5.800 istanze attendono ancora una definizione. È una situazione che merita chiarimenti da parte del Governo regionale».
«Mi auguro che il voto dell’Assemblea possa rappresentare un segnale chiaro. Il Governo prenda atto dell’orientamento espresso dal Parlamento e intervenga per correggere un bando che, così come è stato concepito, mortifica la stragrande maggioranza delle imprese agricole siciliane e rischia di compromettere le opportunità di sviluppo delle nostre aree rurali», conclude Lombardo.
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