Italia Nostra Sicilia esprime vivo apprezzamento per quanto sta emergendo ad Agrigento nel corso dei lavori di rifacimento della rete idrica, trasformatisi – pur nella loro funzione primaria – in un’occasione straordinaria di conoscenza e tutela del patrimonio storico-archeologico.
Sotto strati di asfalto e cemento, riaffiora infatti una città plurimillenaria che conferma, ancora una volta, la straordinaria stratificazione culturale di quello che fu il territorio dell’antica Akragas, definita da Pindaro “la più bella città dei mortali”.
Particolarmente significativo è il fatto che le attività di scavo si stiano svolgendo sembra senza interrompere i lavori infrastrutturali, grazie alla presenza costante degli archeologi e al coordinamento della Soprintendenza ai Beni culturali. Un esempio virtuoso di archeologia preventiva che dimostra come sviluppo e tutela possano – e debbano – procedere insieme.
Le evidenze emerse delineano un quadro di eccezionale rilevanza: strutture medievali, sistemi idraulici stratificati nei secoli, aree produttive legate alla lavorazione della ceramica, fino a necropoli greche con tombe monumentali e tracce di decorazioni pittoriche. Ritrovamenti che non solo arricchiscono la conoscenza scientifica, ma restituiscono dignità a porzioni di città per troppo tempo ignorate o sacrificate da uno sviluppo urbanistico privo di adeguata consapevolezza.
In questo senso, tornano di attualità le parole della Commissione d’inchiesta presieduta da Michele Martuscelli che, già dopo la frana del 1966, denunciava con chiarezza le gravi responsabilità nella gestione del territorio agrigentino. Le scoperte odierne rappresentano, dunque, anche un monito: non è più tollerabile costruire sul passato senza conoscerlo e rispettarlo.
Italia Nostra Sicilia sottolinea inoltre come la portata dei ritrovamenti apra ora una nuova e decisiva fase: quella della conservazione, valorizzazione e, ove possibile, musealizzazione dei beni rinvenuti. È indispensabile che le istituzioni competenti colgano questa occasione per avviare un progetto organico che consenta la fruizione pubblica di tali testimonianze, trasformando un intervento infrastrutturale in un volano di crescita culturale e turistica.
Questa vicenda dimostra, con evidenza, che la tutela del patrimonio non è un ostacolo allo sviluppo, ma una sua componente essenziale. Agrigento, ancora una volta, insegna che sotto i nostri piedi non c’è solo terra, ma memoria, identità e futuro.
Prof.ssa Nella Tranchina – Presidente Italia Nostra Sicilia
Avv. Adele Falcetta – Responsabile Presidio Italia Nostra Agrigento
Luogo: via Crispi, AGRIGENTO, AGRIGENTO, SICILIA

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