Alfredo Mangano annuncia le dimissioni da ORA! e presenta il nuovo progetto politico: “La politica non può essere una questione di persone, ma di regole, partecipazione e idee”
Nasce Fare per Cambiare, un nuovo progetto politico che si propone di costruire una comunità fondata su partecipazione, competenza, confronto e responsabilità, con una visione liberale, democratica, europeista, progressista e moderata.
Ad annunciarne la nascita è Alfredo Mangano, legale rappresentante del neonato Partito, che contestualmente comunica la propria decisione di lasciare ORA!, realtà nella quale era stato eletto nell’Assemblea Nazionale dopo aver aderito al progetto all’inizio del 2025.
“Quando sono entrato in ORA! — spiega Mangano — avevo ritrovato qualcosa che cercavo da tempo: una comunità che mettesse al centro la partecipazione, la competenza e la costruzione di soluzioni concrete, fondata sulle persone e non su un leader. È per quella promessa che ho scelto di impegnarmi, dedicando tempo, energie e risorse personali”.
Secondo Mangano, tuttavia, nel corso dei mesi quella promessa sarebbe stata progressivamente disattesa. Nella sua lettera di dimissioni denuncia una crescente concentrazione del potere, la riduzione degli spazi di confronto, l’emarginazione del dissenso e una gestione degli organi interni che, a suo giudizio, avrebbe progressivamente svuotato il principio di partecipazione.
Tra gli episodi richiamati da Mangano vi sono le controversie sulla modifica dello Statuto, le modalità di gestione del Partito, la progressiva riduzione del ruolo degli organi eletti, la progressiva dismissione degli strumenti di partecipazione, la gestione dei fondi del Partito (di cui, una parte, utilizzata per pagare l’affitto e le utenze dell’abitazione del Segretario del Partito, Michele Boldrin) — e le modalità con cui sarebbero state assunte alcune decisioni politiche e organizzative come quella di voler dividere +Europa.
“Non si tratta soltanto di una divergenza personale o di una diversa collocazione politica — sottolinea Mangano — ma di una questione di metodo. Se una comunità nasce promettendo partecipazione, pluralismo e regole uguali per tutti, quei principi devono valere soprattutto quando chi guida il partito viene messo in discussione”.
Dopo mesi di lavoro nasce quindi Fare per Cambiare, con l’obiettivo dichiarato di costruire una struttura nella quale la comunità venga prima del singolo leader e nella quale valori, regole e strumenti di partecipazione siano elementi concreti della vita politica.
“Non crediamo nei leader infallibili — si legge nel documento di presentazione del progetto — e proprio per questo servono regole, controlli e strumenti di partecipazione capaci di funzionare anche quando chi guida il partito sbaglia. La fiducia è importante, ma la democrazia si fonda sulle regole, non sulla fede”.
La struttura di Fare per Cambiare punta infatti ad una partecipazione degli iscritti che non si limiti al momento elettorale. Gli iscritti eleggono direttamente gli organi del partito, compreso il Segretario e la sua squadra; i Gruppi Tematici costituiscono il luogo di elaborazione delle proposte; l’Assemblea, eletta dagli iscritti, mantiene autonomia nell’avvio dei lavori politici e nel controllo dell’operato degli organi del partito.
Tra gli strumenti previsti figura anche la possibilità per l’Assemblea di sfiduciare gli organi indicando contestualmente un’alternativa, attraverso il meccanismo della sfiducia costruttiva, oltre alla possibilità per gli iscritti di esprimersi direttamente sulle proposte più divisive, valutare il funzionamento dell’organizzazione e, quando necessario, chiedere la convocazione di un nuovo Congresso.
“Più teste decidono meglio di una”, è la convinzione alla base del progetto.
Fare per Cambiare si definisce liberale nei principi, democratico nel metodo, equilibrato nell’approccio, europeista nella visione e progressista negli obiettivi.
Il progetto nasce dopo mesi di lavoro e confronto tra un gruppo di persone di età ed esperienze diverse che hanno scelto di credere in un modo diverso di Fare politica. Tra i promotori figurano, insieme ad Alfredo Mangano, Egidio Mazzon, Giovanni Curti, Andrea Paolo Verardi e Roberto Ampezzan come si legge sul sito del nuovo partito (qui: https://www.farepercambiare.it/)
Il lancio pubblico di Fare per Cambiare è previsto per sabato 3 ottobre alle ore 10:00, con una diretta sul canale YouTube del Partito (qui: https://www.youtube.com/@farepercambiare)
“Non vogliamo limitarci a lamentarci di ciò che non funziona — conclude Mangano —. Vogliamo costruire una casa politica nella quale valori, regole e metodo non siano slogan, ma strumenti concreti. La politica deve tornare a essere partecipazione, responsabilità e capacità di trasformare le idee in soluzioni. È il momento di Fare per Cambiare”.

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