Palermo 30 marzo 2026 – Domani alle ore 14 presidio dei lavoratori Almaviva davanti a Palazzo dei Normanni indetto da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uil Fpl e Ugl, poco prima della seduta d’aula. L’Ars ha in programma l’esame di un emendamento che leghi al numero unico europeo 116117 il bacino degli ex lavoratori Almaviva Il presidente dell’Ars Galvagno, in occasione della protesta del 25 marzo scorso, sollecitato dai sindacati, ha assunto un impegno formale per l’inserimento di una proposta o strumento legislativo in tal senso, con il coinvolgimento attivo dei gruppi parlamentari dell’Ars. “Un segnale politico significativo, che riconosce la necessità di tutelare e ricollocare l’intero bacino dei lavoratori interessati”, dichiarano le organizzazioni sindacali, che accolgono con attenzione tale impegno, ribadendo però la necessità che ad esso seguano con urgenza atti concreti, risorse dedicate e un cronoprogramma certo e verificabile. “La vertenza Almaviva non può rimanere sospesa né essere affidata a iniziative isolate. È indispensabile che la Regione siciliana convochi con urgenza il tavolo istituzionale, garantisca la presenza del presidente della Regione, che ha assunto impegni precisi nei confronti degli ex lavoratori Almaviva, definisca tempi certi per i processi di ricollocazione, attivi senza ulteriori ritardi i progetti già annunciati, a partire dal servizio 116117 e dai percorsi di digitalizzazione della pubblica amministrazione. Come già ribadito, il tempo delle dichiarazioni deve lasciare spazio ai fatti. Oggi questo non è più un auspicio, ma una condizione minima di credibilità istituzionale. In assenza di risposte immediate e verificabili, le organizzazioni sindacali annunciano l’avvio di ulteriori e più incisive iniziative di mobilitazione e pressione istituzionale, a tutela della dignità e del futuro delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti”. La prima iniziativa è il sit-in di domani. Se dall’Ars è arrivato un segnale, mercoledì scorso, in occasione della mobilitazione davanti a palazzo d’Orleans, lavoratrici e lavoratori ex Almaviva hanno denunciato con fermezza la mancata partecipazione delle istituzioni regionali all’incontro richiesto e convocato per quella data. “Tale assenza non può essere considerata un mero disguido organizzativo, ma rappresenta un fatto politico grave, che conferma la distanza della Regione Siciliana rispetto a una delle vertenze occupazionali più rilevanti e delicate del territorio. Si tratta dell’ennesima dimostrazione di inerzia e inadeguatezza delle risposte istituzionali già più volte denunciate dalle scriventi organizzazioni sindacali. Non essersi presentati al confronto equivale a sottrarsi alle proprie responsabilità nei confronti di 387 lavoratrici e lavoratori e delle loro famiglie, che da oltre tre anni attendono soluzioni concrete, non più rinviabili”. La richiesta di incontro alla presidenza della Regione nasceva a seguito dell’ultimo confronto presso l’assessorato alla Salute, che ha restituito un quadro “fortemente regressivo” rispetto agli avanzamenti precedentemente registrati nei tavoli istituzionali. “Le recenti comunicazioni dell’assessorato alla Salute risultano in contrasto con gli impegni assunti nei precedenti incontri presso l’assessorato alle Attività Produttive – dicono i sindacati – Nei precedenti confronti, anche con la partecipazione dell’assessorato al Lavoro, era stato condiviso un percorso concreto e progressivo di ricollocazione. L’ultimo incontro ha invece introdotto elementi di incertezza, privi di tempistiche definite, strumenti operativi e adeguate garanzie”.
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