Il casolare “Peppino Impastato” di Cinisi rinasce come presidio di memoria e impegno civile. L’edificio è stato ufficialmente affidato in concessione d’uso gratuita all’associazione capofila “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato Onlus“. Insieme ad essa, saranno coinvolti nella gestione, in qualità di partner, anche il Centro siciliano di documentazione “Giuseppe Impastato” Onlus e l’associazione culturale Peppino Impastato, realtà da sempre attive nella lotta contro la mafia.

La stipula del contratto per il casolare che apre al pubblico – quale simbolo della memoria perché luogo dell’uccisione del giovane giornalista emblema della lotta alla mafia – è avvenuta questa mattina e avrà la durata di sei anni. A gestire la struttura in concessione saranno le tre realtà associative da sempre attive sul territorio attraverso iniziative di sensibilizzazione e contrasto alla criminalità organizzata.

“Si tratta di un risultato raggiunto dopo anni di impegno e di lavoro del dipartimento dei Beni culturali e della Soprintendenza – ha detto la soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Palermo, Selima Giuliano – Prima abbiamo portato avanti l’iter per il vincolo, ricreando il sito di interesse culturale legato alla storia e alla simbologia di ciò che rappresenta, poi abbiamo provveduto all’esproprio e ai lavori di restauro, e infine, oggi, all’assegnazione in comodato d’uso gratuito. Le associazioni del territorio possono così garantire la fruizione del sito per fare in modo che possa diventare luogo di memoria e legalità per tutti e in particolare per le scuole”.

Le associazioni concessionarie, in linea con gli obiettivi fissati dall’assessorato dei Beni culturali guidato da Francesco Paolo Scarpinato, punteranno alla valorizzazione di un luogo simbolo aperto alla fruizione pubblica e destinato a diventare una tappa fondamentale dei percorsi di legalità che ogni anno vedono protagonisti migliaia di giovani provenienti da tutta Italia.

Il casolare è stato acquisito al demanio della Regione Siciliana nel 2020 e affidato alla Soprintendenza di Palermo, che ha curato un progetto di restauro finanziato con risorse del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020. I lavori, conclusi nel 2023 sotto la direzione dei tecnici della soprintendenza, hanno interessato sia la struttura del fabbricato rurale, che l’area circostante, nel pieno rispetto delle caratteristiche identitarie del sito.

Situato nei pressi della linea ferroviaria Palermo-Trapani, dove proprio il 9 maggio 1978 fu rinvenuto il corpo di Peppino Impastato, il casolare rappresenta da anni meta di pellegrinaggi civili all’interno del “percorso della memoria” dedicato alle vittime di mafia e, in particolare, all’impegno e al coraggio del giovane giornalista che, con le frequenze di Radio Aut, denunciò con determinazione il potere mafioso a Cinisi.

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