Palermo 3 settembre 2026 – “Non esiste alcuna richiesta formale della Flc Cgil Palermo di rinviare l’inizio dell’anno scolastico. Abbiamo posto invece una questione molto precisa: quella della salute e della sicurezza di lavoratrici, lavoratori, studentesse e studenti all’interno degli edifici scolastici per le alte temperature persistenti mentre ci avviciniamo all’avvio delle lezioni”.

Il segretario della Flc Cgil Palermo fa chiarezza sul dibattito di queste ore sul tema delle cosiddette “aule forno” e sulle dichiarazioni dell’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano sull’ipotesi di rinvio dell’inizio delle lezioni.

“È una preoccupazione che nasce da un problema strutturale che denunciamo da anni: lo stato deficitario di una parte consistente dell’edilizia scolastica e l’inadeguatezza di moltissimi edifici rispetto alle conseguenze ormai evidenti del cambiamento climatico. Basta col dibattito stucchevole se sia preferibile fare “più scuola” o “meno scuola”. È evidente, oltre che sacrosanto, che il nostro Paese abbia bisogno di più scuola, di più tempo scuola, di maggiori investimenti nell’istruzione e di garantire pienamente il diritto allo studio”.

La Flc Cgil chiede che la normativa sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, prorogata dalla Regione fino al 30 settembre, venga rispettata anche nelle scuole. “Non possono esistere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B – afferma Cirino – E soprattutto, non possono esserci luoghi di lavoro nei quali il rischio derivante dalle temperature elevate viene considerato meritevole di tutela e altri nei quali lo stesso rischio viene sostanzialmente ignorato. La politica non neghi il problema ma trovi soluzioni”.

Cosa serve? Innanzitutto risorse economiche adeguate – spiega Cirino – Servono interventi immediati laddove le condizioni ambientali risultino particolarmente critiche e, soprattutto, serve una seria programmazione pluriennale per l’efficientamento energetico e climatico degli edifici scolastici siciliani. Una programmazione che, peraltro, avrebbe dovuto essere avviata già da tempo, perché le ondate di calore non rappresentano più eventi eccezionali o imprevedibili”.

“Non possiamo arrivare ogni settembre – conclude Cirino – a scoprire che nelle scuole siciliane fa caldo.Occorre utilizzare tutte le risorse disponibili, individuare nuovi finanziamenti, programmare gli interventi con gli enti locali proprietari degli immobili e definire un vero piano regionale per il comfort climatico e l’efficientamento energetico delle scuole. L’assessore ha possibilità di intervento sul calendario scolastico qualora situazioni eccezionali rendessero necessario adottare provvedimenti a tutela della comunità scolastica”.

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