Una scelta educativa precisa, consapevole e fortemente simbolica: trasformare la Giornata nazionale della consapevolezza sull’autismo in un’esperienza concreta di inclusione, affidando alla musica, al linguaggio cinematografico e alla partecipazione attiva degli studenti il compito di raccontare il mondo interiore di chi spesso comunica in modi diversi ma non per questo meno profondi.

Nasce così il videoclip musicale “Se mi ascolti so parlare”, un progetto educativo e artistico che ha coinvolto gli studenti delle prime, seconde e terze classi della scuola secondaria di primo grado Leonardo da Vinci di Misterbianco, e che mira a sensibilizzare la comunità scolastica sul valore dell’ascolto, dell’empatia e dell’inclusione.

Il brano è stato scritto dal docente di sostegno e musicista Fabio Agosta, che si è occupato anche della musica, e Michael Vecchia, mentre regia e sceneggiatura sono state curate dalla professoressa Giovanna Pitrè, docente di Arte e Immagine, in un lavoro condiviso che ha coinvolto direttamente gli studenti delle classi seconde e terze, protagonisti assoluti dell’intera narrazione visiva. Alla dimensione didattica si affianca una vera produzione cinematografica: la realizzazione del videoclip è stata affidata a Sikania Network di Marco Ferrara, che ha trasformato il progetto scolastico in un prodotto audiovisivo capace di unire linguaggio artistico, intensità narrativa e forte impatto emotivo.

Una trama costruita sulle emozioni

Il videoclip si sviluppa come un racconto simbolico e fortemente evocativo. La scena iniziale si apre con un ragazzo che ascolta una conchiglia in silenzio, in bianco e nero: un’immagine che richiama immediatamente il bisogno di fermarsi ad ascoltare prima di giudicare. Da quel momento la narrazione entra nella quotidianità scolastica: corridoi, aule, banchi disposti come griglie visive, sguardi laterali, compagni che osservano, parole sussurrate, piccoli gesti di distanza. In alcune sequenze il protagonista rimane isolato al centro dell’aula, mentre attorno a lui il mondo continua a muoversi, quasi a rappresentare la difficoltà di chi vive una condizione di incomprensione silenziosa.

Altre immagini raccontano invece la fragilità sensoriale: luci forti, flash improvvisi, palloncini che esplodono, acqua che schizza su un banco, oggetti che diventano metafore di un mondo percepito con intensità diversa. Particolarmente significativa è la presenza dei lego rotti, dei fogli che volano, dei disegni ad acquerello e delle grate delle finestre: elementi scelti per costruire una grammatica visiva che parla di barriere, ma anche di possibilità di ricomposizione. La narrazione cambia progressivamente tono nel ritornello, quando la dimensione individuale lascia spazio a quella collettiva: i ragazzi si alzano insieme, cantano, si dispongono in coreografie condivise, fino al passaggio simbolico verso l’esterno.

La spiaggia come metafora di libertà

Una parte centrale del videoclip si svolge sulla spiaggia: qui i banchi scolastici diventano colorati, disposti davanti al mare in una scenografia fortemente simbolica. L’ambiente scolastico, inizialmente percepito come spazio di rigidità e osservazione, si trasforma in luogo aperto, dove il gruppo corre, canta, si dispone in cerchio, fino ad arrivare tutti insieme verso la battigia.

La corsa verso il mare rappresenta il superamento delle barriere, mentre il drone che si allontana accompagna visivamente il messaggio del brano: nessuno deve sentirsi chiuso dentro una definizione. Nel finale il racconto torna al punto di partenza: il ragazzo chiude gli occhi ascoltando nuovamente la conchiglia, quasi a ribadire che tutto comincia dall’ascolto.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è la dirigente scolastica Caterina Lo Faro, che ha sostenuto il progetto come parte integrante del percorso educativo dell’istituto. «Abbiamo scelto di dare alla Giornata della consapevolezza sull’autismo un significato concreto, coinvolgendo i nostri ragazzi in un lavoro profondamente formativo, capace di trasformare la riflessione in esperienza vissuta. La scuola ha il compito di educare all’ascolto autentico, alla capacità di cogliere ciò che spesso non è immediatamente visibile e di riconoscere il valore delle differenze come ricchezza educativa e umana. Questo videoclip nasce proprio con l’obiettivo di far comprendere che dietro ogni comportamento esiste una voce che chiede di essere accolta, compresa e riconosciuta. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento agli studenti, che hanno partecipato con entusiasmo, sensibilità e grande maturità, e ai docenti che, con professionalità e passione, hanno saputo accompagnarli in questo importante percorso educativo e artistico».

“Se mi ascolti so parlare” diventa molto più di un videoclip: è un progetto pedagogico, una narrazione corale e una dichiarazione culturale sul ruolo che la scuola può avere nel costruire comunità più consapevoli.

Il videoclip è disponibile sul canale YouTube di Sikania Network e sul sito istituzionale della scuola: https://www.icleonardodavincimisterbianco.edu.it/.

 

 

 

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