Palermo 14 settembre 2026 – “Sono passati altri tre mesi dalle nostre sollecitazioni e la Città metropolitana non ha fatto nulla. Il campo di Fincantieri, come è sotto gli occhi di tutti, non è stato mai riaperto, la bonifica non è stata fatata, e tutte le società sportive si ritrovano senza la struttura sportiva che attendevano. E’ gravissimo che le istituzioni siano del tutto immobili. E’ passato quasi un anno di annunci al vento. Adesso la responsabilità della bonifica dell’impianto è passata dalla Città metropolitana al Comune di Palermo, che finora non è riuscito a onorare le sue relazioni istituzionali con la Cassa depositi e prestiti. Chiediamo al sindaco Lagalla, che ha la responsabilità del campo, di intervenire tempestivamente per fare riaprire la struttura”.

A chiederlo sono il segretario generale Fiom Cgil Palermo Francesco Foti e le Rsu Marco Biondo e Serafino Biondo dopo che, da un’indagine fatta dal deputato regionale Adriano Varrica e dal consigliere Antonino Randazzo, si è appreso pubblicamente che è tutto fermo e che dopo tre mesi già scaduti per la procedura di messa in sicurezza da parte dell’ex Provincia, la responsabilità adesso è passata al Comune.

La bonifica era stata prevista già l’11 dicembre scorso, a una riunione con tutti gli enti preposti. Per la giunta erano presenti gli assessori Maurizio Carta al centro storico e Alessandro Anello allo Sport, e l’ingegnere Fabio Tosti della Cassa depositi e prestiti. In quell’occasione era stata annunciato la riapertura entro un mese dello storico campo di calcio, realizzato nel 1946 dagli operai del cantiere Navale. Si era discusso dei lavori di disinquinamento da fare, dopo il rinvenimento di piombo e idrocarburi, per rimettere lo spazio a disposizione delle società sportive, dei quartieri limitrofi e della comunità operaia dei Cantieri Navali. “Le promesse fatte alla Fiom sono risultate fondate su nulla. Sono state dette cose non vere? – si chiedono Francesco Foti, Marco Biondo e Serafino Biondo – Come si spiegano i motivi di tutto questo ritardo”.

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